Diversi mesi fa avevo fatto suicidio rituale (ma non tanto) sul social network più insidioso del mondo: Facebook (o Fèisbuc, nella sua translitterazione italiana). Avevo mandato una letterina d'addio agli amichetti e avevo anche ricevuto risposte da persone che mi chiedevano di non farlo. Inutile.
Avevo impiegato ore cercando di eliminare tutti i miei dati, perchè le macchine da suicidio virtuali (come Seppukoo: http://www.seppukoo.com/) all'epoca erano state bloccate appunto da Facebook e compagnia bella.
Uno sbattimento incredibile.
E inutile. Perchè... sorpresa! Una volta disattivato l'account di Facebook avevo cercato di rientrare, per vedere cosa succedeva.
E cosa credete che successe? Niente, ricevetti un messaggio di bentornato da parte del team di Facebook, e scordiamoci 'o passato.
Scoprii che era tutto inutile, e il mio account era stato solo temporaneamente "spento". Ma riaccenderlo era questione di un attimo.
Presa dallo sconforto, dimenticai anche di eliminare tutte le foto dell'account.
Oggi, a distanza di mesi, anche per celebrare il Samahin, mi sono rimboccata le maniche e ho portato a termine (un po' piú di prima, almeno) il mio suicidio virtuale.
Ho eliminato circa 30 o 40 album di foto, 232 amici, le foto del profilo, la formazione accademica e tutto quello che era rimasto nei dati del profilo.
L'email non l'ho potuta cancellare, e nemmeno cambiare con una falsa. Però l'ho resa invisibile (era il massimo consentito).
Quello che resta ora è un profilo vuoto e le foto di me con gli altri. Porca troia. Circa 90. È tantissimo! E vabbè.
Ho anche copiato gli indirizzi email di alcuni amici che non avevo ancora tra i contatti di GMail.
E, come al solito, ho scoperto qualche altra vecchia amica che si è appena sposata (una ieri) o ha figliato.
Tutte che figliano.
Tranne me.
Alcune di loro sono diventate orrende. 'Ste facce cadenti, 'sti corpi deformi... uno schifo. Di quelle racchie non ho nemmeno salvato l'email.
Decidere quali indirizzi salvare non è stato difficile. Anzi, è stato abbastanza liberatorio disfarsi per l'ennesima volta di gente che mi è sempre stata sul cazzo o che non sento da ere.
Invece, vedere che i miei amici sono ancora tutti lí, a diventare scemi su Facebook... eh, quello sì che mi ha rattristato, cazzo.
La mia vita oltre Facebook (come dicono quelli di Seppukoo) è così (dove X è un interlocutore qualsiasi e N sono io):
caso 1:
X: "C'è questo gruppo carino... Ce l'hai Facebook?"
N: "No"
X: "Ah. Bè, se guardi su Facebook lo trovi..."
caso 2:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho, dammi l'email"
X: "Ah. Bè, cercami su Facebook!"
caso 3:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho"
X: "Ah. E perchè, scusa?"
3B:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ho Facebook"
X: "Perchè?"
N (presa bene): "Tra le altre cose, perchè una volta che metti una foto su Facebook non è piú tua, ma diventa di proprietá di Facebook"
X: "Ah. Bè, basta che non metti foto, no?"
(variante 1 di X): "Ma è così divertente taggare le foto su Facebook!!".
(variante 2): "Tanto quelle che metto su Facebook sono tutte foto del cavolo!".
(variante 3): "E come fai allora a stare in contatto con la gente che conosci?").
Forse l'ultima variante è la piú fastidiosa.
domingo, 31 de octubre de 2010
come (non) uscire da Facebook, ovvero l'ennesimo tentativo di suicidio rituale su un social network
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odio dormire con i gatti
Che bello avere un gatto in casa!!
Che brutto svegliarsi mille volte durante la notte perchè qualcuno ha lasciato in camera vostra il gatto e il feline ha passato la notte muovendosi sulla vostra faccia / pancia e singhiozzando per una palla di pelo incastrata in gola!!
Comunque è anche bellissimo svegliarsi tardi una domenica mattina (appunto perchè il gatto non vi ha lasciato dormire) e poi dopo cinque minuti scoprire che durante la notte si è passati all'ora legale. O solare. O serale. O illegale. Insomma, pensavo fosse l'una invece era ancora mezzogiorno!
La roba dell'ora legale non l'ho mai capita. Si suppone che se si aggiungono ore di luce da una parte bisogna toglierle da un'altra, e quindi che cazzo di senso ha?
Me lo potrete spiegare mille volte ma non la troveró mai un'idea decente. Anzi, se becco quello che si è inventato 'sta cazzata ci litigo.
Quello che bisognerebbe fare per risparmiare risorse è fare pagare l'elettricitá un casino di soldi a quelli che sprecano, che lasciano tutto acceso e vanno al mare, che mettono il frigo a palla per raffreddare le birre in poco tempo, che appena fa un po' di caldino appizzano l'aria condizionata che sembra di stare in un freezer, che lasciano il computer acceso tutta la notte perchè la mattina gli dá fastidio aspettare cinque minuti perchè si accenda, che a Natale montano il giardino come se fossimo a Las Vegas e che hanno 5 televisioni (una per ogni componente della famiglia) di norma tutte sintonizzate sullo stesso canale contemporaneamente.
Che brutto svegliarsi mille volte durante la notte perchè qualcuno ha lasciato in camera vostra il gatto e il feline ha passato la notte muovendosi sulla vostra faccia / pancia e singhiozzando per una palla di pelo incastrata in gola!!
Comunque è anche bellissimo svegliarsi tardi una domenica mattina (appunto perchè il gatto non vi ha lasciato dormire) e poi dopo cinque minuti scoprire che durante la notte si è passati all'ora legale. O solare. O serale. O illegale. Insomma, pensavo fosse l'una invece era ancora mezzogiorno!
La roba dell'ora legale non l'ho mai capita. Si suppone che se si aggiungono ore di luce da una parte bisogna toglierle da un'altra, e quindi che cazzo di senso ha?
Me lo potrete spiegare mille volte ma non la troveró mai un'idea decente. Anzi, se becco quello che si è inventato 'sta cazzata ci litigo.
Quello che bisognerebbe fare per risparmiare risorse è fare pagare l'elettricitá un casino di soldi a quelli che sprecano, che lasciano tutto acceso e vanno al mare, che mettono il frigo a palla per raffreddare le birre in poco tempo, che appena fa un po' di caldino appizzano l'aria condizionata che sembra di stare in un freezer, che lasciano il computer acceso tutta la notte perchè la mattina gli dá fastidio aspettare cinque minuti perchè si accenda, che a Natale montano il giardino come se fossimo a Las Vegas e che hanno 5 televisioni (una per ogni componente della famiglia) di norma tutte sintonizzate sullo stesso canale contemporaneamente.
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sábado, 30 de octubre de 2010
il divano caduto dal cielo
Quello che vedete nella foto si suppone che sia un divano, probabilmente un due posti, che però non dovrebbe trovarsi dove si trova.
È a 9 piani sotto di noi, su una terrazza dove c'è solo la piscina all'aperto e che in questo periodo dell'anno è sempre chiusa, e inaccessibile dalla strada senza una scaletta, una scimmia o un aiuto del genere.
Alla destra del supposto divano c'è un muretto. Oltre il muretto un salto di almeno un piano, ma forse anche un po' di più.
Se fosse stato lanciato da un balcone, non dovrebbe essere stato da un piano alto perchè il divano non è completamente distrutto, anzi, sembra aver retto bene l'impatto. Zolpho suggerisce un secondo piano al massimo.
Inoltre, non dovrebbe essere stato lanciato dal nostro condominio, dato che tra il nostro balcone (punto dal quale è stata scattata la foto) e la posizione del divano ci sono alcuni metri (non molti, in realtá, ma sufficienti a suggerire un lancio dal condominio di fronte piuttosto che dal nostro).
Se fosse stato lanciato dalla strada la cosa avrebbe potuto andare più o meno in questo modo: sarebbe stata portata una macchina, possibilmente un po' alta, fino sotto il muretto, si sarebbe saliti sul tetto della macchina con il divano in spalla e lo si sarebbe lanciato dall'altra parte del muro.
È una cosa senza senso, lo so, ma anche lanciare un divano dal balcone lo è!
In realtà l'ingegnere, da quel di Carpaneto Piacentino dove si trova in questi giorni, mi ha suggerito in conf-call via GMail che è molto più plausibile la teoria del lancio dal balcone, teoria appoggiata anche dalla rinomata pigrizia degli spagnoli nel buttare le cose (soprattutto quelle ingombranti).
Si accettano proposte. Il brain storming sul divano caduto dal cielo è aperto.
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