Recibo una carta, a través de CouchSurfing, de un desconocido.
Un japonés. Akira. La carta está escrita por supuesto en japonés, así que la miro rapidamente y pienso: "Qué raro, parece que este hombre me esté invitando a ir a Japón...".
Pero dejo la traducción para el grupo de intercambio.
El último martes solo estabamos Maria-senpai y yo.
Pero nuestras fuerzas fuerono suficientes para traducir toda la carta de Akira-san!
Y lo había visto bien: Akira-san me ha invitado a su casa en Okayama, y no para una fecha cualquiera, sino para el principio de marzo, justo a tiempo para ir juntos a ver nueve mil hombrecitos japoneses (casi) desnudos.
Pero no hay nada que temer! Se trata simplemente del Hadaka Matsuri, el festival del hombre desnudo, que tiene lugar justamente en Okayama.
Ay, pienso, qué pena que Japón esté tan lejos y sea tan caro llegar!
Pero Maria-senpai (que es senpai por algo, por supuesto) dice algo acerca de un billete de avión mágico...
Eh, pero de qué billete hablas?
Una vez más, descubro que no tener una cuenta en el maldito Facebook me hace perder cositas importantes e interesantes cada día.
Lo que perdí esta vez fue un enlace de Mundo Nomada a una oferta de Alitalia (pues sí: de Alitalia!!) con la cual se podía ir de Barcelona a Tokyo y de Tokyo a Budapest con 300 euros. Cosas del otro mundo.
Y lo perdí de verdad, porque en seguida me puse a buscar, con la tarjeta de crédito lista, por no hablar de la maleta, pero ya la oferta había terminado, o bien no quedaban plazas a ese precio tan ridiculo.
Y yo que pensaba que era el destino: la invitación al Matsuri, el grupo de estudio recién creado, las conversaciones con zolpho la semana pasada sobre como ir a Japón sin gastarse una fortuna, la increible oferta de Alitalia... Sí! Era el destino que me lo estaba arreglando todo para que yo fuera a la tierra del Sol naciente!!
Y no.
Simplemente me estaba tomando el pelo, una vez más.
Pero no pasa nada.
En la última semana me he sumergido en la lectura de "Shiké".
Tanto que ya pienso como un zinja.
Así que me da igual.
Mentira!!! Quiero ir a Japón!!
Dejo una foto increible del Hadaka Matsuri.
Como podeis ver, es como una tomatina pero sin tomates y sin ropa.
Por supuesto la foto no es mía... sino de Trevor Williams.
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viernes, 10 de febrero de 2012
lunes, 14 de mayo de 2007
albufera
Uh-uh!
Io e Carolina venerdì siamo scappate!
Come i bambini!
Con le bici e le tende!
Al Parco Naturale de la Albufera, fuori Valencia.
Mi sono scottata, ma ne è valsa la pena.

Io e Carolina venerdì siamo scappate!
Come i bambini!
Con le bici e le tende!
Al Parco Naturale de la Albufera, fuori Valencia.
Mi sono scottata, ma ne è valsa la pena.
Niente foto dell'Albufera, ovviamente la Lola è rimasta a casa, lei non va mai in posti sabbiosi e ventosi.
Si è persa tantissime cose.
Ma gliele ho raccontate e dice che è contenta anche così.
L'altra sera in camera ho trovato un fantasma.
Si è persa tantissime cose.
Ma gliele ho raccontate e dice che è contenta anche così.
L'altra sera in camera ho trovato un fantasma.
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sábado, 5 de mayo de 2007
faccio la turista
arrivano la fede e l'emi.
che bello avere gli zii che girano per casa...
ne approfitto per fare la turista pure io.
America's Cup (uh-uh!):
che bello avere gli zii che girano per casa...
ne approfitto per fare la turista pure io.
America's Cup (uh-uh!):
(sto collezionando tutta una serie di foto in cui la zia fa le foto)
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formentera ibiza denia....
"ah! bellissima!"
in fede,
nally, carolina, fede e emi
nally, carolina, fede e emi
per ulteriori informazioni visitate il lato cattivo delle cose:
http://acidnally.diaryland.com/denia.html
Però, nel lato cattivo delle cose, ho dimetnicato di dire che un vecchio mi ha anche scatarrato sulla schiena.
Almeno Carolina si è divertita, dato che ha visto tutta la scena.
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jueves, 15 de marzo de 2007
casa...
17°C
Despejado
Viento: E a 11 km/h
Humedad: 30%
Roma
17°C
Despejado
Viento: N a 0 km/h
Humedad: 49%
Milán
20°C
Despejado
Viento: S a 3 km/h
Humedad: 33%
Dios mio, que maravilla!
Tornare a Valencia e avere la netta sensazione di tornare a casa.
Se mi fermo muoio.
Tornata pensando "ora per un paio di giorni mi fermo e mi riposo e non faccio nulla perchè il mio corpo deve riposarsi".
Invece è bastato arrivare in un giorno di sole, ritrovare le strade immense, le persone colorate, las fallas agli incroci, e sentire parlare di nuovo in castellano sull'autobus, e aspirare il vento incredibilmente profumato di crema solare o qualcosa del genere, per capire che il mio corpo non doveva riposarsi...
aveva solo bisogno dell'aria di questa città, aveva bisogno di stare un po' di tempo in un luogo che non la facesse sentire un'ospite di passaggio.
aveva solo bisogno dell'aria di questa città, aveva bisogno di stare un po' di tempo in un luogo che non la facesse sentire un'ospite di passaggio.
Si è ricaricato subito.
Forse è fotovoltaico.
O valenciavoltaico, no sè.
Casa è piena di gente, e non siamo che all'inizio.
Valencia freme per Las Fallas.
Spettacoli di fuochi d'artificio tutto il giorno e tutta la notte, tutti i giorni fino almeno a domenica.
Esplosioni e colori lunghe ore.
Manca solo Biancaneve.
Devo abituarmi a vivere la città senza Pieter.
Ho finito di dare gli esami, ragazzi, quasi quasi mi laureo.
Stamattina avevo la paranoia che la valigia esplodesse, perciò in aeroporto l'ho fatta scotchare (che bello, di rosa, asì que ahora tengo cortinas nuevas para mi cuarto!!), ciò non mi ha tolto dalla testa la probabile scena de mi maleta che eslpode nella stiva de el avion.
ma quanto sono fantozziana??
Che cacchio, mancava solo una nuvoletta che mi perseguiva!!
Però ho trovato Sara.
E mentre lei moriva di paura, siamo atterrati sgommando.
Giuro, il pilota ha inchiodato e curvato a sinistra, manco avesse in mano uno scooter.
Segue applauso di congratulazioni con annesse grida di gioia esplose all'unisono da parte dei passeggeri tutti.
Forse ringraziavano soltanto di aver salva la vita, non so.
A me è piaciuto un casino!
jueves, 1 de marzo de 2007
un mese in italia
1.30 27/02/2007
Un mese da passare in Italia... e chi cavolo l'aveva previsto??
Per il ritorno a Valencia, salta clamorosamente il progetto autostop, che nonostante l'incredulità dei più poteva davvero prendere forma!
E non ho tempo nemmeno per la nave... mi toccherà salire su un altro maledetto aereo.
Una buona scusa per lasciarsi festeggiare.
Parlare con Alice davanti ad un bicchiere di vino come se il tempo non fosse passato.
Rivivere con più coscienza quei luoghi abitati con troppa leggerezza per mesi o anni.
Tornare e scoprire che sono davvero dei posti magnifici per vivere.
I verdi, i rossi e i gialli delle case.
La morbidezza del plaid rosa.
La luce accecante del mio terrazzo viareggino.
Carrara vista di notte dall'alto della scalinata del Baluardo, in compagnia solo dei gatti.
Ho notato che quando dormo almeno tre notti di seguito nello stesso posto dico che ci abito.
Mi sembra di non fermarmi mai.
Una strana sensazione che, invece di entrare a far parte delle mie abitudini, si acuisce sempre più.
Si amplifica.
Mi stanca.
Mi sporca.
Partire è sempre un po' morire.
Partire mille volte l'anno ti distrugge.
Spostarsi in continuazione è anche un ottimo modo per apprezzare maggiormente luoghi e persone che altrimenti diventerebbero familiari fino alla nausea.
Ti insegna a godere delle persone finchè ti è dato vederle, magari uno o due giorni l'anno.
Temi sempre che sia l'ultima volta.
Temi sempre di non lasciare abbastanza.
Il Diario Valenciano ha sempre più fan.
Ed è incredibile... tante persone mi rivedono dopo mesi e la prima cosa di cui mi parlano... è lui. Il Diario Valenciano.
Vi amo, quando fate così.
Perchè lo curo come una piantina...
per crescere bello e sano...
e farsi nutrire da tutti i colori della luce attraverso le mie foto, che semplicemente vorrei fossero...
non so...
e conoscere tutto l'amore del mondo raccontato con le mie parole di ragazzina-PeterPan che non crescerà mai, ma questo forse lo sapete già...
Davvero non so cosa vorrei fossero le mie foto...
forse ci penserò e ve lo raconterò un'altra volta.
Questo signore carrarino si è tolto il cappello per farsi fotografare insieme ai gatti.
Quando mi sono girata era sparito.
Un mese da passare in Italia... e chi cavolo l'aveva previsto??
Per il ritorno a Valencia, salta clamorosamente il progetto autostop, che nonostante l'incredulità dei più poteva davvero prendere forma!
E non ho tempo nemmeno per la nave... mi toccherà salire su un altro maledetto aereo.
Una buona scusa per lasciarsi festeggiare.
Parlare con Alice davanti ad un bicchiere di vino come se il tempo non fosse passato.
Rivivere con più coscienza quei luoghi abitati con troppa leggerezza per mesi o anni.
Tornare e scoprire che sono davvero dei posti magnifici per vivere.
I verdi, i rossi e i gialli delle case.
La morbidezza del plaid rosa.
La luce accecante del mio terrazzo viareggino.
Carrara vista di notte dall'alto della scalinata del Baluardo, in compagnia solo dei gatti.
Ho notato che quando dormo almeno tre notti di seguito nello stesso posto dico che ci abito.
Mi sembra di non fermarmi mai.
Una strana sensazione che, invece di entrare a far parte delle mie abitudini, si acuisce sempre più.
Si amplifica.
Mi stanca.
Mi sporca.
Partire è sempre un po' morire.
Partire mille volte l'anno ti distrugge.
Spostarsi in continuazione è anche un ottimo modo per apprezzare maggiormente luoghi e persone che altrimenti diventerebbero familiari fino alla nausea.
Ti insegna a godere delle persone finchè ti è dato vederle, magari uno o due giorni l'anno.
Temi sempre che sia l'ultima volta.
Temi sempre di non lasciare abbastanza.
Il Diario Valenciano ha sempre più fan.
Ed è incredibile... tante persone mi rivedono dopo mesi e la prima cosa di cui mi parlano... è lui. Il Diario Valenciano.
Vi amo, quando fate così.
Perchè lo curo come una piantina...
per crescere bello e sano...
e farsi nutrire da tutti i colori della luce attraverso le mie foto, che semplicemente vorrei fossero...
non so...
e conoscere tutto l'amore del mondo raccontato con le mie parole di ragazzina-PeterPan che non crescerà mai, ma questo forse lo sapete già...
Davvero non so cosa vorrei fossero le mie foto...
forse ci penserò e ve lo raconterò un'altra volta.
Questo signore carrarino si è tolto il cappello per farsi fotografare insieme ai gatti.
Quando mi sono girata era sparito.
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viernes, 16 de febrero de 2007
granada
A Granada mi sono sentita a casa, perchè ad ogni angolo c'erano gay e studenti di belle arti.
Praticamente come a Carrara.
Non ho fatto nemmeno mezza foto a cattedrali e chiese perchè ero troppo impegnata a documentare le scritte sui muri, per terra, sui garage, sui mezzi pubblici, i cestini, le campane per riciclare il vetro, le porte delle chiese, le saracinesche dei negozi, i segnali stradali, le panchine....
Mi sono innamorata delle scritte di Granada.
E dell'Alhambra, perchè la vedi da fuori e pensi che non vuoi dare dieci euro per entrarci perchè è un parallelepipedo anonimo e liscio che non promette nulla di bello...
...o come le mosche...
O come una bambina troppo bionda per stare tra queste mura arabe.
E passare le giornate a inseguire la luce tra i patii...
e le fontane più rilassanti del mondo e gli angoli misteriosi...
e le stelle nei soffitti a volta.
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