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viernes, 18 de febrero de 2011

pinguedine

In teoria tutti sappiamo benissimo quanto io ami le fragole.
Ho ri-scoperto le fragole quando sono venuta a vivere in Spagna, quattro anni e mezzo fa (cazzo se passa il tempo).
Alle fragole dedicai (oltre che mille merende, colazioni e cene), addirittura un intero blog, il blog più bello del mondo, il blog al quale sono più affezionata tra tutti i cento blog che ho avuto. Il più sincero, il più libero... no, il più libero no, quello era un altro... ma sicuramente il più apprezzato dal mio pubblico.

Oggi ho comprato il primo cestino di fragole della stagione.
Stanno ancora a 4 euro al chilo, ma non è un problema: giorno dopo giorno il prezzo non fará che scendere, e la mia felicità arriverà a picchi inimmaginabili.

Quello che non so è se il mio esofago sopporterà le fragole come ha sempre fatto.
O dovró eliminare anche loro dalla mia dieta del cazzo.

Ma niente paura!
Siamo all'insegna dell'ottimismo, qui da queste parti, e abbiamo già pronto un degno sostituto delle fragole!
Signore e signori, ho il piacere di presentarvi la mia nuova addiction alimentare:
L'AVOCADO!

RICERCHINA: L'AVOCADO
L'avocado è un frutto davvero simpatico...
È originario della zona del Messico e il suo nome in lingua nahuatl significa "testicolo"! Gli Aztechi, che ne sapevano un casino, lo chiamavano "il frutto della fertilitá".
Contiene una percentuale di avocadene, un alcool che c'ha solo lui perchè è un figo.
Ha il 60% in più di potassio rispetto alla regina del potassio: la banana!
Apporta anche le vitamine B (utili per pelle, muscoli, sistema nervoso e immunitario), la E (antiossidante), e la K (utile per ossa, tessuti e coagulazione sanguigna).
È composto per il 75% da grassi, il che fa di lui quasi un burro, più che un frutto...
Tutto questo spiega decisamente la mia attuale pinguedine, perchè nelle ultime due settimane ho consumato circa 2 avocado al giorno, e mi stavo anche trattenendo.
Lo consumavo come capitava, ma soprattutto spalmato su una fetta di pane con olio. Oppure "alla kiwi", con un cucchiaino e via.
Spesso l'ho aggiunto all'insalata, oppure l'ho mangiato insieme ad un formaggio poco stagionato.
Ho imparato a tagliarlo in mille modi differenti e ad usarlo a fette.
All'inizio l'ho cercato soprattutto a colazione, ma dopo alcuni giorni ho notato che spesso tra un pasto e l'altro non riuscivo a resistere al suo richiamo.
Ho amato il fatto che non fosse dolce, nè aspro, bensì leggermente e squisitamente terroso.
Mi sono lasciata stregare dal suo colore, così artificiale e pop per essere un verde.
Ho apprezzato la sua consistenza: sa diventare morbido e spalmabile all'occorenza.
Ho riconosciuto la sua comodità: una volta aperto non è necessario consumarlo del tutto. Non sporca le dita, non unge, non lascia briciole, non perde succo.
Ho ricordato il consiglio di una messicana e consumavo la parte intorno al nocciolo per ultima, perchè così non annerisce (lei lasciava il seme dentro il guacamole fresco perchè si conservasse meglio).
L'ho persino dato al gatto prima di scoprire che è velenoso per alcuni animali (tra cui i gatti). Il gatto ovviamente ha apprezzato moltissimo.

Dopo queste idilliache due settimane, ieri mattina mi sono scoperta più pingue del previsto.
Come tutte le cose che mi piacciono, l'avocado è un nemico (questa volta non per il mio esofago o stomaco, bensì per il mio sederone).

Io e il mio nuovo amore siamo costretti a separarci, o almeno, a non vederci così spesso come ci eravamo abituati a fare durante questa appassionante luna di miele.
La vita è sofferenza.
I love you, Avy.
Enlace

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sábado, 29 de enero de 2011

se il sabato non ho niente da fare e ho voglia di fare una ricerchina

Avendo per Natale ricevuto e comprato mille libri, non passa fine settimana senza che io abbia un'ottima scusa per non fare assolutamente un cazzo, tranne restare al calduccio in camera mia a leggere, il che mi spinge anche a fingermi irreperibile attraverso l'uso di stratagemmi a volte vergognosi.

La maggior parte dei libri comprati/ricevuti ha qualcosa a che vedere con il Giappone, perchè se è vero che conosco i miei polli è anche verissimo il contrario: i miei polli sanno cosa mi piace (anche se, a dire la verità, quest'anno avrei tanto voluto ricevere in dono una felpa bianca e morbidosa per fare yoga... ma è colpa mia che, a differenza di altri anni, questa volta non ho scritto nessuna letterina a nessun Babbo Natale).

Al momento leggo "Japanese gardens" di tale Gunter Nitschke (e io che pensavo che fosse difficile scrivere Nietzsche... quando finalmente l'ho imparato ora salta fuori questo.. sicuramente faró un gran casino per tutta la vita).

Ed ecco che ricasco nella trappola shintoismo.
Ogni tanto mi viene da pensare che, se proprio dovessi scegliere una religione, sarei shintoista.
Ovviamente non tenendo in conto tutte le religioni del mondo, bensì solo le più gettonate, diciamo. Non che lo shintoismo sia famosissimo, però almeno non è quealche cazzo di cultarello politeista di qualche isola sperduta chissà dove.
Oddio, ora che rileggo l'ultima frase mi viene quasi da rispondere di sì... ma facciamo finta di nulla e andiamo avanti.

RICERCHINA: LO SHINTOISMO
Lo Shintoismo è una religione molto antica che nasce e si sviluppa unicamente in Giappone. Ne è stata anche religione di Stato, ma solo in tempi recenti: l'Imperatore era adorato come un dio perchè considerato discendente di Amaterasu, la dea del Sole. Con la seconda Guerra Mondiale tutto questo sparisce e l'Imperatore si dichiara non discendente divino, così che ogni cosa torna come prima.

Gli shintoisti credono che ogni cosa abbia un'anima, e vada perció rispettata: anche l'erba e le rocce ne hanno una, per questo motivo la natura in Giappone è estremamente rispettata.

Lo shintoismo non ha preghiere, né un luogo piú venerato di un altro, o una divinitá più importante di un'altra.

Gli shintoisti sanno che prima di tutto devono essere umili, buoni con tutti, e abbastanza saggi da essere i primi ad ammettere i propri sbagli.
L'egoismo è messo da parte, per lasciare spazio al bene pubblico.

La preoccupazione principale non è data dalla vita nell'aldilá, bensì nella ricerca della tranquillitá in questo mondo.
L'importanza data alla pulizia è fondamentale, in casa come in un tempio o un giardino.

Non esiste il concetto di "peccato", bensì di "atto impuro".
Uccidere un animale è considerato fonte di impurezza per l'individuo che lo fa. Per questo un animale andrebbe ucciso solo se necessario e arrecandogli il minimo dolore possibile.

Per avere l'attenzione di una divinità gli si regala un origami o una tavoletta rappresentante un animale dello zodiaco cinese.

Si crede che ogni cosa, ogni luogo è pervaso da un'energia cosmica che è la forza principale del nostro universo, perchè è origine, evoluzione e materia di collegamento tra il mondo degli umani e quello delle divinitá.

Boschi, fiumi, montagne, valli sono residenza delle divinità e loro diretta creazione e espressione.


CONCLUSIONI:
Che accadrebbe se facessi una ricerchina del genere anche su altre religioni?
Devo dire che alla fine della ricerchina sono da un lato soddisfatta e compiaciuta del fatto che al mondo esistano culti che tengano in conto gli animali e la natura (cosa che mi viene naturale fare ogni giorno senza per questo dover dichiarare di essere shinotoista, per fortuna).
Dall'altro lato sono confusa proprio perchè in fondo si tratta di credenze: ah, le divinità vivono nei boschi? Davvero? Abbiamo prove? No? Ah, cosí come non abbiamo prove che dio è un omone con la barba bianca che si veste con un lenzuolo e vive su una nuvola insieme agli angeli, creature alate senza sesso nè peccato? Così come non sappiamo esattamente se dopo la morte ci reincarneremo in qualcos'altro che può essere un uomo illuminato ma anche uno scarafaggio o un mendicante sfigato e lebbroso? Così come nessuno ci assicura che un tale Maometto ne sapesse davvero un casino su quello che c'è da sapere, e che dopo di lui nessuno sará mai piú cosí figo, dato che era l'ultimo del suo genere?


Davvero, per una scettica come me è impossibile persino far parte di una religione figa come lo shintoismo. Talmente figa che avrei potuto inventarla io!


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jueves, 20 de enero de 2011

rose rosse e problemi di connessione

Signore e signori, oggi è qui con noi: il piacere di sprofondare nel malumore.

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Ne approffito per copiare e incollare l'oroscopo dell'Internazionale, e già che ci sono chiedo: come posso seguire i consigli di Brezsny se i miei coinquilini non fanno altro che dirmi che internet in casa non funziona?? Non me ne frega un cazzo di internet che non funziona, pulite il cesso che fa schifo, lavativi che non siete altro.

Gemelli
Sarà una buona settimana per lasciare la mente completamente vuota, per startene stravaccato davanti alla tv sorseggiando latte caldo, o per trascorrere ore rannicchiato sotto le coperte insultandoti e sentendoti in colpa per gli errori che hai commesso nella tua vita. Sto scherzando! Per favore non ti azzardare a fare qualcosa di simile, sarebbe un terribile spreco dei presagi astrali. Ti suggerisco qualche idea migliore: vai a cercare il fuoco sulla montagna! Impara un trucco da eseguire al buio! Scopri una nuova emozione nel deserto! Studia le persone più sagge e più selvagge che conosci, per essere anche tu selvaggiamente saggio!

domingo, 31 de octubre de 2010

come (non) uscire da Facebook, ovvero l'ennesimo tentativo di suicidio rituale su un social network

Diversi mesi fa avevo fatto suicidio rituale (ma non tanto) sul social network più insidioso del mondo: Facebook (o Fèisbuc, nella sua translitterazione italiana). Avevo mandato una letterina d'addio agli amichetti e avevo anche ricevuto risposte da persone che mi chiedevano di non farlo. Inutile.

Avevo impiegato ore cercando di eliminare tutti i miei dati, perchè le macchine da suicidio virtuali (come Seppukoo: http://www.seppukoo.com/) all'epoca erano state bloccate appunto da Facebook e compagnia bella.
Uno sbattimento incredibile.
E inutile. Perchè... sorpresa! Una volta disattivato l'account di Facebook avevo cercato di rientrare, per vedere cosa succedeva.
E cosa credete che successe? Niente, ricevetti un messaggio di bentornato da parte del team di Facebook, e scordiamoci 'o passato.

Scoprii che era tutto inutile, e il mio account era stato solo temporaneamente "spento". Ma riaccenderlo era questione di un attimo.

Presa dallo sconforto, dimenticai anche di eliminare tutte le foto dell'account.
Oggi, a distanza di mesi, anche per celebrare il Samahin, mi sono rimboccata le maniche e ho portato a termine (un po' piú di prima, almeno) il mio suicidio virtuale.

Ho eliminato circa 30 o 40 album di foto, 232 amici, le foto del profilo, la formazione accademica e tutto quello che era rimasto nei dati del profilo.
L'email non l'ho potuta cancellare, e nemmeno cambiare con una falsa. Però l'ho resa invisibile (era il massimo consentito).
Quello che resta ora è un profilo vuoto e le foto di me con gli altri. Porca troia. Circa 90. È tantissimo! E vabbè.

Ho anche copiato gli indirizzi email di alcuni amici che non avevo ancora tra i contatti di GMail.
E, come al solito, ho scoperto qualche altra vecchia amica che si è appena sposata (una ieri) o ha figliato.
Tutte che figliano.
Tranne me.
Alcune di loro sono diventate orrende. 'Ste facce cadenti, 'sti corpi deformi... uno schifo. Di quelle racchie non ho nemmeno salvato l'email.

Decidere quali indirizzi salvare non è stato difficile. Anzi, è stato abbastanza liberatorio disfarsi per l'ennesima volta di gente che mi è sempre stata sul cazzo o che non sento da ere.

Invece, vedere che i miei amici sono ancora tutti lí, a diventare scemi su Facebook... eh, quello sì che mi ha rattristato, cazzo.

La mia vita oltre Facebook (come dicono quelli di Seppukoo) è così (dove X è un interlocutore qualsiasi e N sono io):
caso 1:
X: "C'è questo gruppo carino... Ce l'hai Facebook?"
N: "No"
X: "Ah. Bè, se guardi su Facebook lo trovi..."

caso 2:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho, dammi l'email"
X: "Ah. Bè, cercami su Facebook!"

caso 3:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho"
X: "Ah. E perchè, scusa?"

3B:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ho Facebook"
X: "Perchè?"
N (presa bene): "Tra le altre cose, perchè una volta che metti una foto su Facebook non è piú tua, ma diventa di proprietá di Facebook"
X: "Ah. Bè, basta che non metti foto, no?"
(variante 1 di X): "Ma è così divertente taggare le foto su Facebook!!".
(variante 2): "Tanto quelle che metto su Facebook sono tutte foto del cavolo!".
(variante 3): "E come fai allora a stare in contatto con la gente che conosci?").

Forse l'ultima variante è la piú fastidiosa.

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viernes, 30 de julio de 2010

Forza Gianfranco!!

Dai che c'è speranza!!!
Rettifico il post precedente e...
http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/07/28/visualizza_new.html_1876170066.html

miércoles, 28 de julio de 2010

shit

Mierda!
E pensare che fino a qualche settimana fa ero convinta che la Rivoluzione in Italia sarebbe partita da un fascista...
http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/07/28/visualizza_new.html_1876170066.html

jueves, 22 de julio de 2010

di passaggio 01

All'improvviso... un martedì senza lavorare. Amo questo genere di sorprese.
Alle 3 del pomeriggio mi fiondo in centro. Ho voglia di fotografare parti di Valencia che tra poco spariranno. Angoli di città dalla vita breve. La prossima volta toccherà al Cabanyal. Oggi è la volta della città vecchia.

Trovate la serie completa qui:
http://www.flickr.com/photos/69108293@N00/sets/72157624557283754/show/

calle del conde de montornes, valencia 03 con rosh

chica que abandona la pared

parking 2

luz

mala suerte?

terraza para derribar

confecciones leon 2

duelo 01

armeria 14

derribos

bar en jaula 2 - picasso
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