jueves, 17 de mayo de 2007
paura e delirio a enologia
(ci scusiamo per la misera qualità delle foto pubblicate in questo post...
crediamo che alla fine della lettura ci avrete già giustificato)
ore 10 e 30 di un mercoledì di maggio.
Marina fa irruzione nella mia stanza dicendo che finalmente è arrivata posta per me.
dice tranquilla, faccio io, tu dormi. e allora che cazzo mi svegli a fare, mi domando io.
mi alzo, vado in bagno.
al mio ritorno trovo sul letto un pacco gigante.
lo apriamo facendo colazione, dentro c'è ogni bendiddio: formaggi, caffè, torte e tortine, magliette, biglietti, conserve, soia in tutte le salse...
sono in missione, in questi giorni: mangiare con Carolina più spesso possibile.
approfitto della soia e mi autoinvito a casa sua, dove invece della soia ci buttiamo sui maccheroni all'arrabbiata, ma va bene.
ore 16.
andiamo a piedi verso Blasco Ibanez.
un tipo in stampelle cade e mi fa prendere un colpo, sto con lui finchè non lo rivedo in piedi.
becchiamo Marina e Federico.
in teoria, alle quattro c'è la regada de la cerveza alla facoltà di enologia, ma scopriamo che in realtà è alle cinque e mezza.
nell'attesa conosciamo Tony, mezzo gay, mezzo pazzo, tanto simpatico. di quei gay che, come niente, ti fanno ritrovare in mezzo ad una festa e non sai nemmeno spiegarti come sia potuto accadere.
poi arrivano gli amichetti italiani, e 'sti stronzi ci danno sola all'ultimo momento... non vogliono partecipare alla gara! ma cos'hanno oggi tutti??
ci iscriviamo.
inizialmente io sono nel gruppo.
poi l'hombre vede quanto è divertente, gli cedo il mio posto così ne approfitto per fare le foto e documentare questa pazzia.
si affrontano, ad ogni turno, due squadre di 4 persone, davanti ad un bancone.
ci sono quattro bicchieri di birra, uno per uno. non si può iniziare a bere la propria birra prima che il compagno precedente abbia finito la sua.
passa il turno la squadra che finisce per prima i quattro bicchieri.
la nostra squadra viene eliminata al primo turno.
ci intristiamo e decidiamo di berci su.
paghiamo la prima birra.
da qui in poi, il delirio.
ed ecco cosa succede alle sei del pomeriggio di un mercoledì di maggio alla facoltà di enologia di Valencia.
mi balla un occhio e mi ritrovo seduta accanto a strani personaggi scrivendo come una pazza.
starnutisco perchè nel bagno dei maschi io e Marina abbiamo comnciato una guerra d'acqua con i ragazzi che pisciavano, mentre Carolina sul cesso faceva pipì e rideva.
alle finali della gara di cerveza succede qualcosa e la folla si ribella.
sembra di stare a napoli.
tutti gridano e saltano, non si capisce nulla.
Carolina non la smette di rompere le palle all'arbitro per farsi offrire birre, finchè una ragazza si mette in mezzo e Carolina mi dice toccale il culo così se ne va e la smette di offuscarmi la visuale.
Io non ci penso nemmeno e lo faccio all'istante.
il mio super-io annullato.
lei si gira e chiede chi è stato.
i cinque o sei ragazzi dietro di lei la guardano, poi uno mi indica.
io faccio finta di nulla.
lei fa finta di nulla.
praticamente faccio finta di non stare fuori come un balcone.
uno si mette a parlare con me in valenciano dicendo che ho l'accento valenciano, ma gli faccio notare che gli ho detto solo una parola, "sì", come cazzo fai a sentire l'accento??
che poi, se proprio devo avere un accento, al massimo è andaluso.
Carolina e Marina tirano fuori gli occhi dolci e la faccia tosta e non la smettono di scroccare birre.
nell'atrio della facoltà c'è un concerto con gente che poga e un tipo sul palco che grida MIERDA per mezzora, e alla fine saluta il suo pubblico di sballoni con un educatissimo "buenas tardes".
io quasi quasi non ci credo.
surreale.
Marina continua a girare con lo spray.
anche Carolina adesso ha lo spray.
è la fine, mi dico.
non so se andarmene o aspettare la vigilanza.
io e la Lola facciamo foto, in piedi su una sedia, ma inizia un'altra guerra dell'acqua, questa volta tra noi dentro e dei tizi fuori in cortile.
dopo un po' chiudo la finestra perchè ho paura che la Lola prenda acqua, o birra, che vola da tutte le parti.
poi vedo che i tipi fuori mi chiamano.
apro, mi parlano, ma non capisco, non sento nulla, quello sul palco continua a gridare... però qualcosa mi suggerisce che le cose si stanno mettendo male, faccio in tempo a chiudere la finestra, un biondone sbatte un bicchiere di plastica sul vetro, un ciccione mi guarda male e indica gli occhi, penso ok è ora di andare.
nel corridoio incontro Marina, sta scappando anche lei.
fuori ci nascondiamo sotto una magnolia finchè vediamo arrivare Carolina con una parrucca di fili argentati in testa.
ci convince a rientrare.
però prima Marina vede due bei maschioni e decide che per attirarli deve fare la lesbicona con me, mi agguanta e mi succhia il collo e mi tocca tutta finchè la convinco che forse non è il caso. allora prende uno dei due e se li trascina dentro alla facoltà.
dentro mi perdo dopo un minuto.
però incontro Tonino e mi fermo.
vedo anche un tipo conosciuto una notte tanto tempo fa, al cedro.
incredibilmente si ricorda di me.
incredibilmente mi dice ti stanno cercando.
oddio, ma che ho fatto di male??
dice che i suoi amici sono incazzati perchè li ho spruzzati con il liquido lavavetri.
ma non è vero, perchè nel bagno avevamo svuotato il flacone e l'avevano riempito solo d'acqua.
il tipo dice tranquilla.
io c'ho una paura che voglio andarmene, questi son matti.
quasi progettiamo di scappare insieme, quando arriva Marina e mi porta via.
vedo il ciccione e il biondone con la coda dell'occhio.
ma ormai stiamo andando via.
invece, l'imprevisto.
dietro l'angolo Carolina si sbaciucchia uno e Marina ride e fa un passo indietro e si ferma.
putain.
i due ci vedono.
vengono da noi.
sono incazzati.
cerchiamo di spiegarci.
dicono che ad una tipa bruciavano gli occhi.
io parlo di lenti a contatto ma mi sa che sono fuori tema.
Marina cerca di incantare il ciccione, gli si avvicina, lo guarda negli occhi e sorride, gesticola tanto mentre dice cazzate. sta per funzionare, ma il biondone prende il ciccione e lo porta via.
meglio così.
continuiamo la fuga, manca davvero poco, ma Marina ha la bella idea di chiudersi in un ufficio fingendo di cercare uno.
c'è un po' di gente che mette una maglietta azzurra ad un ridicolo cane bianco e poi cerca di fermargliela addosso con un'enorme spillatrice.
una ragazza salva il cane, che manco si sa di chi cavolo sia, poi i tipi ci riprovano con un giornale, sembra vogliano mettere qualsiasi cosa addosso a quello stupido coso, ma poi se ne vanno.
parliamo con la tipa, pieghiamo le magliette, parliamo, stiamo per andare via quando lei chiede a Marina "la maglietta che hai nella borsa l'hai pagata?".
cazzo, Marina.
ruba le magliette e io non mi accorgo di nulla, e si fa anche sgamare.
per fortuna la tipa è simpatica, paghiamo due euro invece che tre e scappiamo.
stavolta davvero.
usciamo per non rientrare più.
ci fermiamo al mercadona, io dico che strano, non sapevo ce ne fosse uno anche qui.
lo attraversiamo e arriviamo alle casse sull'altro lato, e io dico che strano è identico a quello di Cardenal Benlloch.
scopro che in realtà siamo nel mercadona di Cardenal Benlloch.
ci vengo quasi ogno giorno.
mi rendo conto di essere abbastanza ubriaca.
vado a fare pipì.
Marina compra biscotti e uva passa.
Marina non la smette di chiedersi come la tipa l'abbia sgamata.
le faccio notare che è abbastanza normale, visto che noi eravamo ubriache e lei no.
ma è inutile.
a casa lei cerca di farmi mangiare una insalata con mele, carote, maionese e uva passa.
la maionese mi dà la nausea e mi faccio un toast.
mi rendo conto di non avere il telefono.
chiamo.
mi risponde una donna.
il mio telefono è nella portineria di enologia.
poverino, è talmente brutto che non l'ha voluto nessuno.
mi ricordo di aver sentito, al concerto, qualcuno che gridava "è stato ritrovato un cellulare...".
io non perdo mai nulla.
Marina si accorge di aver perso la felpa.
chiamiamo Carolina.
parla piano, la zoccola.
è ancora a enologia, la zozza.
con quello che le offriva mille birre, la fetente.
le dico di recuperare telefono e felpa, perchè ho troppa paura per ritornare a enologia.
Marina si sbatte a letto.
io puzzo di limone e birra ma non faccio la doccia perchè temo di cadere nella vasca, picchiare la testa, svenire, e giacere lì fino all'indomani nell'indifferenza generale.
mi butto a letto anche io.
mezzanotte.
a dormire non riesco, mi vengono su cose strane...
mi alzo e faccio spaghetti olio e grana.
per sistemarmi il pancino.
poi mi guardo "effetto notte" di Truffaut fino alle tre.
tutto sommato, è stato un pomeriggio come un altro.
viernes, 16 de febrero de 2007
malaga
Malaga è un po' araba e un po' gitana, come Marina, come la maggior parte dell'andalusia, e il risultato è che i suoi abitanti hanno visi strani, capelli nerissimi, pelle olivastra e occhi verdi.
La nonna di Marina da 40 anni fa colazione ogni mattina nello stesso bar con churros, ha 86 anni ed è più attiva di me. Non che ci voglia molto...
Non solo ci sono cose che sono esclusiavamente malagueñe... viene anche da dire che i malagueñi stessi hanno qualcosa di esclusivo che li distingue da tutti gli altri andalusi.
viernes, 19 de enero de 2007
sondaggio
23.15 18/01/2007
Ora ve lo posso dire con certezza.
Valencia è la città delle coincidenze.
E' la terza città della Spagna, ma ci si conosce tutti e ci si incontra sempre, prima o poi.
2.40 19/01/2007
Scusate, pausa ospiti di tre ore e mezza.
Sono tornata e mi sono scofanata tre minicroissant del mercadona ripieni di nocilla.
La mia stanza nell'ultima settimana è invivibile, eppure la sistemo tutti i giorni.
Vabbè, oggi no.
E' che dopo un po' che ci si prova (a tenerla in ordine) sembra fatica sprecata e si molla il colpo. Non parlo in prima persona perchè credo sia un problema che affligge miliardi di persone nel mondo.
Stanotte ho conosciuto un mucchio di gente e ho rivisto amici che non vedevo da tanto tempo.
E' abbastanza incredibile come chiamo "amico" uno che ho visto solo una volta in tutta la mia vita.
Però mi capita spesso di parlare con qualcuno e pensare che è come se ci conoscessimo dalle elementari. Invece è nella mia vita, forse per sbaglio, da poche ore, e chissà mai se lo rivedrò.
Però alla fine sì perchè -ve l'ho detto, ¿no?- ci si rincontra sempre, a Valencia.
Chissà se si scrive (e dice) rincontra o reincontra, o addirittura re-incontra...
Anche la microfiesta di stasera è stata organizzata all'ultimo momento, dando appuntamento al NaturaDub di Plaza del Cedro a tutti quelli di cui ho il numero di telefono o l'indirizzo email.
E anche a qualcuno conosciuto per l'occasione: Sonia (solo l'ennesima di una lunga serie di persone conosciute ai computer della biblioteca, come Turan),e Camille, polacchina tanto carina di Belle Arti che vedo ovunque da quattro mesi, con la quale oggi ho deciso di parlare solo perchè ormai mi sembrava di conoscerla...
Insomma, si fa così: si avverte tutti. Poi si sa, ognuno si porta dietro gli amici.
Adoro fare public relations!
Sono la Mrs.Dalloway di Valencia. Anzi, señora Dalloway.
Proprio per questo io e Marina abbiamo deciso di dare vita al negocio del siglo dopo questa sessione d'esami.
I dettagli più avanti.
Mañana tengo que levantarme temprano porque tengo que ir al vice consulado de Italia... e vediamo se posso organizzare la fuga in Marocco con mis dos caballeros flamencos.
Se mi va male, magari posso farla dopo Pasqua con dos caballeros italianos... però non è la stessa cosa, no? Parlando così, a livello folkloristico.
Uh! He dicho "mañana"? Querìa decir "tra quattro ore e mezza".
Comunque il DiarioValenciano ha un problema.
A volte faccio fatica a scrivere in italiano.
Cioè, alcune frasi mi si materializzano in testa in castellano, e io mi devo pure sbattere per ri-tradurle in italiano.
Le cose sono due: o voi imparate il castellano... o voi imparate il castellano.
Se volete lanciamo il sondaggio.
Preferisci imparare il castellano o imparare il castellano?
Le votazioni sono aperte tramite commento a questo post.
3.55 19/01/2007
13.22 19/01/2007
Valencia
18°C
Despejado
Viento: SO a 21 km/h
Humedad: 45%
Milan
13°C
Despejado
Viento: SE a 4 km/h
Humedad: 63%
Rome
18°C
Nubes dispersas
Viento: SE a 10 km/h
Humedad: 77%
jueves, 14 de diciembre de 2006
solo per i fan...
12.04 14/12/2006
I fan del Diario Valenciano si lamentano perchè non lo aggiorno abbastanza frequentemente.
bravi, continuate così, perchè così mi piacete.
Riassunto delle puntate precedenti:
Cominciamo da Pieter, che ormai per me è Peter Pan (è magico).
Mi ha insegnato 4 parole in fiammingo: schifo, scandalo, sabbia e verme solitario.
Ne imparo una al giorno perchè la pronuncia mi ammazza.
Lui, invece, fa progressi mostruosi con l'italiano.
Ormai dice con regolarità che cazzo, vaffanculo, stronzo, che figa, che troia e porca madonna.
Tanto che a volte mi confondo e gli parlo in italiano senza accorgermene.
E' tanto carino e ormai mi chiama solo pequeñita.
Mi sa che siamo gemelli astrali ed è incredibile come siamo riusciti ad incontrarci nello stesso frammento spazio-temporale (Valencia, sei del mattino... "per Blasco Ibanez???").
Non sto più comprando da mangiare perchè tanto c'è sempre una scusa per pranzare o cenare tutti insieme, così compro solo da bere o porto il parmigiano italiano da casa (che qui è una sciccheria).
Ormai si parla solo di fare cene per saluti pre-natalizi, e siccome siamo in tanti dobbiamo fare tantissime cene.
Per la precisione, una al giorno.
Infatti mi sto allargando e a Natale il tacchino sarò io, bella ciccia e saporita.
Un tacchino al sapore di paella vegetariana!
Ah, ho anche imparato a fare la tortilla e il guacamole con l'avocado.
Con il castellano sono troooppo avanti!
O forse dico così perchè faccio il paragone con i finlandesi...
Comunque, sto imparando addirittura ad accentare le parole scritte!
Un'ulteriore prova della mia bravura (sì, me la canto e me la suono...) è fornita dal fatto che capisco le barzellette in spagnolo, i doppi sensi, i giochi di parole e le battute bastarde sugli andalusi, gli abitanti di Bilbao e quelli di Lupe.
E non potete capire quanto sia esaltante!
Ah, mi sono innamorata di Gemma, una chica de Castellòn che starei ad ascoltare per ore e ore e ore... ed è anche bellissima, e in botta con le medicine orientali e i poteri della mente.
Come se non bastasse ha i rasta, è vegetariana, è sempre in Italia e in Africa, sa ballare salsa, merengue, bachataa, salsa e cha-cha-cha, suona in un'orchestra e vive al Cabanyal (il mio quartiere preferito, che è poi lo stesso in cui vive Pieter).
E' praticamente la donna della mia vita!
Come minimo, domani scopro che è sposata...
jueves, 23 de noviembre de 2006
l'arrivo di pieter
ho un nuovo amico.
si chiama pieter, è in carne e ossa, e gli piace usare le mie cuffie da formicatomica.
pieter è pazzo, forse per questo mi trova tanto simpatica.
carolina ha ri-trovato casa, e un po' mi dispiace che sia andata via, perchè vivere con lei è uno spasso.
In questi giorni ho scoperto che se faccio le patate al forno il cielo azzurro di Valencia si riflette nell'olio del pirex ed è bellissimo.
Ah, e anche che leggere Dostoeskij in castellano è molto più facile che leggere Palahniuk in castellano.
viernes, 3 de noviembre de 2006
..allora anche a Valencia esiste l'autunno?
ieri è arrivato l'autunno, a Valencia...
in questi giorni:
ho riso tantissimo e in tante lingue
ho scoperto che parlo lo spagnolo molto meglio se sono un po' brilla
ho conosciuto un mucchio di gente
mi sono innamorata di un francese (Matt!) solo perchè era bellissimo
mi sono resa conto che mangio cose che mai avrei mangiato prima (tipo la cipolla nell'insalata...)
ho cercato lavoro e non l'ho trovato
ho ringraziato chi di dovere per non essere fidanzata ma libera come l'aria
ho scambiato ripetutamente il giorno per la notte e ho fatto casino con il pranzo e la cena e la merenda
ho deciso che a natale non torno in italia, e se proprio nessuno di voi maledetti viene a trovarmi vado a Malaga da Marina
sono tornata a casa alle sette del mattino ridendo perchè stavo troppo bene (mica solo una volta!)
ho notato che la gente spesso non capisce di dove sono, e in particolare gli italiani non riescono a capire quasi mai da che parte dell'Italia arrivo... mi hanno detto di tutto... marche, abruzzo, liguria, sardegna, profondo sud... di tutto... solo Mario ha capito alla seconda! tutto questo è colpa del soggiorno carrarino, credo. e anche della mia capacità di assimilare le cadenze altrui dopo cinque minuti di conversazione. mi trasformerò in un personaggio tipo Woody Allen in "Zelig"..
ad halloween mi sono fatta la bocca a forma di cuore, e due pomelli rossi tondi tondi sugli zigomi, e quattro righe nere dritte dritte sotto e intorno agli occhi, e un fiore bianco tra i capelli, e una pistola giocattolo nella maglietta, e tutto quello che trovavo per strada me lo mettevo addosso, e ho truccato tutti, e sono diventata BettyBoop loca per Pierre
inoltre... Houston, abbiamo un problema.
ho esaurito lo spazio su Splinder, e non posso più caricare fotografie...
tragedia...
il diario valenciano dovrà trasferirsi, o continuare da un'altra parte, perchè questo posto è troppo piccolo per noi..
vi faremo sapere.
mi mancate tutti, tanto...
martes, 10 de octubre de 2006
¡hasta pronto!
Ecco alcune delle motivazioni per le quali, secondo me, non è facile parlare lo spagnolo di tutti i giorni.
Come diceva la Monda prima della mia partenza, lo spagnolo è una lingua piena di "falsos amigos" (o almeno, così li abbiamo chiamati noi...).
L'olio qui si chiama aceite.
E l'aceto si chiama vinaigre.
L'uscita è la salida.
E la salita è la subida.
Quindi: salir vuol dire uscire, e per dire salire si dice subir. Così alla fine subire diventa sufrir, che però vuol dire anche soffrire (per fortuna ad un certo punto la catena si spezza, o si andrebbe avanti all'infinito).
Arriba vuol dire sopra (che voleva dire il maledetto Speedy Gonzales quando gridava "Sopra! Sopra! Sopra!" ??).
Ah, arrivare si dice llegar, e legare è atar.
Presto si dice pronto.
E pronto si dice listo.
E al telefono, ovviamente, non si dice nè pronto nè listo, è chiaro?
Ah, claro vuol dire certo.
Un adios è semplicemente un arrivederci.
E si dice mañana sia per dire domani che per dire mattina. Così, mañana por la mañana diventa domani mattina.
Quizà (che si pronuncia quasi come chissà) vuol dire forse...
E tampoco significa nemmeno. Se sentite "Yo tampoco" non traducetevelo con "Io un poco"!
Qui si spagnolizza tutto, e gli spagnoli si rifiutano di imparare l'inglese.
L'ordenador è il computer.
La macchina (automobile) è coche. Una macchina industriale, quella sì che è una maquina! E cuidar significa curare. Quindi, se dite ad uno spagnolo "Guido la macchina", quello crede che state a fare la balia ad un impianto industriale, o chissà che.
MacGyver lo pronunciano Magghìver, un po' come credo farebbe mia nonna.
E i jeans li chiamano vaqueros (che poi sono anche i cowboys...).
Ieri cercavo su eBay un libro: "Fight Club" di Chuck Palanhiuk. Strano, c'era in tutte le lingue ma in spagnolo no... ci ho messo mezz'ora a capire che sono stati gli unici in tutto il mondo a tradurre il titolo! "Club de lucha". Club di lotta.
Per gli sport è la stessa cosa: futbol per football, voleibol per volleyball... Lo so che da dire è quasi uguale, ma 'sta mania di dire le cose a modo loro mi strania un po'.
La carta è una lettera (di quelle che si scrivono agli amici, non di quelle che formano le parole).
Negro non è un'offesa, ma semplicemente un colore, il nero.
La schiena è espalda, la spalla è hombro, e l'ombra è sombra. Ah, a proposito, l'hombre è l'uomo. E la mujer non è la moglie, ma la donna!
A questo punto vi svelo anche che una chica mona è una ragazza carina, e non una troia del veneto.
Il pelo sono in realtà i capelli, per dire peli si dice vello.
Largo vuol dire lungo. Ancho vuol dire largo.
Il verano è l'estate (non l'inverno, o uno strano animale, come verrebbe da pensare).
Coño, che si scrive cono ma si legge cogno, non è un cono ma è la figa.
La felpa è in realtà la ciniglia. Ed è la sudadera ad essere la felpa.
Il cuarto è la camera e la cama è il letto.
Mentre piso si usa sia per dire appartamento che per dire piano (di un condominio).
Potrei andare avanti per ore.
Ma chi l'ha detto che lo spagnolo e l'italiano sono uguali???
Spero che ora abbiate chiaro anche voi quanto sia complicato spiccicare una frase qualunque senza dire una gigantesca cazzata...
E anche che "¡Hasta pronto!" non significa "è pronto", bensì "a presto"...
miércoles, 4 de octubre de 2006
primera vez con el tai chi
drammatico, perchè a Bellas Artes hanno un mucchio di panini, ma nessuno realmente vegetariano...
pero' alla fine sono riuscita ad avere un bocadillo lechuga, queso y tomate + agua per la modica cifra di 1,75€.
E il boccadillo era una bestia!
Oggi anche prima lezione di Tai-Chi. Fuori, sull'erba, a piedi nudi. E' molto rilassante, persino quando bisogna usare la forza. E' tutta una questione di respiri e tensioni e rilassamenti muscolari. Me gusta, sì sì!
Sto guardando la maledetta tastiera spagnola... gli accenti ci sono, addirittura sia acuti che gravi, ma da soli, e non so proprio come cacchio metterli sulle lettere, maledizione! i^^^ZeÊ^^E^^èeeeè€eEeeeEÂâààààaaa``àà``````a````ààaà
trovato!!!
basta schiacciare prima l'accento e DOPO la lettera da accentare!!! solo dopo! non insieme!!!
figata!!
èéàáíìóòúùý
è bellissimooooo!!!!!
Bueno, ahora creo que voy a ver una pelicùla de bajo, en la casa del alumno, sul sofá di pelle negra!! Creo que es una pelicùla con Robert de Niro, pero no sè.
Oggi quante cose...
E la Pepe parte per l'erasmus.
E la Monda si laurea otra vez.
E io ho la mia primera lezione di Tai-Chi!
Oggi non fa caldo, ho dovuto lasciare a casa la canottiera e uscire in maglietta!
Che scandalo.
Il sole c'è, ma... oddio, ho appena fatto una E accentata e non so come!!! Ma porca eva!! Sono 10 giorni che ci sclero, su 'ste tastiere, e ora che ho trovato le vocali accentate le ho gia' perse???
¡¡¡¡GRRRRRRRR!!!!
Vabbe', dicevo che il sole c'e', ma c'e' anche tantissimo vento.
Ieri sera si stava benissimo, ho dormito fino alle 21, poi Federico mi ha svegliata per uscire a fare un giro!
Fuori faceva caldino, siamo usciti tutti in maglietta e scarpine aperte o pantaloni corti.
Mi sono presa i felafel e ovviamente non li ho finiti... 'sti mega panozzi non c'e' mai verso di finirli, sono giganti, e non e' solo un problema mio, giuro!
Venire a scuola con la chica negra mi esalta tantissimo...
Ora e' l'una, vado a mangiare da qualche parte qui nel campus, poi Tai-Chi! Ihihih, che risate. Vi faremo sapere.
Ah, questo e' il nostro ascensore: tutti i giorni io e la chica negra ci litighiamo per entrarci! E anche per uscirne...
jueves, 28 de septiembre de 2006
Bambini, oggi parliamo dei mezzi pubblici...
Il treno da Barcellona a Valencia mi e' costato ben 43 euro... però un treno così figo non l'avevo mai preso. Si chiama Talgo, e si spara più di 300 km in 2 ore e mezza.
L'aria condizionata funziona (nel senso che non è molesta).
I finestrini sono in realtà mega-finestroni widescreen.
Le poltrone sono incredibilmente ergonomiche (e non tutte dritte e verticali come... ci siamo capiti!).
I posti non sono moltissimi, così si sta seduti comodi e si possono allungare le gambe senza rompere le palle a quello che sta davanti.
Nello scompartimento c'è musica classica.
Archi, ma niente di eclatante, putrtoppo.
Per fortuna non è nemmeno classificabile come musica da sala d'attesa!
Alla partenza, un omino passa e ti regala le cuffie (sponsor VISA), impacchettate e sigillate nella scatolina viola.
Bè, regalo è una parola grossa, dopo i 43 euro!
Comunque.. si inserisce il jack in un bracciolo della poltrona, e si può scegliere tra 4 tipi di musica differente.
Oppure, si può ascoltare il sonoro del film che passa sullo schermo. Un filmetto del cavolo spagnolo, con tanti intrecci amorosi e cose così, ma me lo sono ascoltato perchè male non mi faceva, no?
Intanto, all'altoparlante, una signorina ricorda gentilmente di abbassare la suoneria del telefono cellulare...
Il traffico di Valencia esiste, ma incredibilmente non è mai molesto.
Non capisco perchè, però scorre, sempre.
Pure il lunedì mattina.
Ci sono tanti stradoni immensi, a 3 o 4 corsie per senso di marcia, e in mezzo alberi e palme e passeggiate all'ombra e panchine.
Lo so che detto così fa strano, però è bello.
Passeggiare in mezzo alla strada!
Di quelle sei o otto corsie, due sono per gli autobus e i taxi.
Così, se si prende un mezzo di superficie, non si rischia quasi mai di restare imbottigliati nel traffico.
E' incredibile come gli automobilisti non usino quasi mai la corsia preferenziale, nonostante non ci siano nè telecamere nè spartitraffico...
Sì, è strano, ma tutto funziona così bene...
Persino i semafori mi stanno simpatici.
E gli automobilisti spesso non guardano il semaforo, ma le strisce pedonali!
Non si rischia di venire investiti se ci si azzarda ad attraversare con il rosso...
Oggi, ad un incrocio, c'era addirittura un signore fermo in auto davanti al verde acceso, e dormiva (giuro, stava facendo la siesta con il braccio fuori dal finestrino), e i pedoni intanto attraversavano sulle strisce davanti a lui, e la gente ferma in auto dietro non si lamentava, nè suonava il clacson...
I mezzi pubblici di Valencia costano l'iradiddio, e non c'è modo di sgarrare! Però c'è di buono che almeno funzionano e non hanno un cattivo odore...
Sull'autobus si paga il biglietto all'autista al momento di salire (1,10€).
Una volta scesi non serve più, nel senso che è valido solo per quella corsa e su quella vettura.
Otto volte su dieci, sulle vetture ci sono degli schermi che ti intrattengono con domande-trivia e ti raccontano un mucchio di cose (sempre triviali...), oltre ovviamente ad avvisarti sulla proxima parada (la fermata seguente), sempre con un sottofondo di musica classica.
Degli autobus non sopporto l'aria condizionata che secondo me è troppo alta, soprattutto in questi giorni che fuori c'erano 32 gradi (però 29 all'ombra, eh!).
Ah, il bus non si ferma a caricarti se non gli fai un cenno dal marciapiede!
E inizialmente può risultare difficile capire che la salida non è la salita bensì l'uscita, quindi alla fine la salida è la discesa...
In metropolitana (1,20€, però 2€ per andata y vuelta, oppure il amgico carnet da 10 viaggi a 5,60) si timbra il biglietto magnetico sia per entrare che per uscire.
I treni della metropolitana sono piccoli, hanno solo 4 vagoni, allietati dalla solita musica classica poco impegnata, e passano una volta ogni 5-10 minuti (dipende dall'orario).
I sedili sono quasi morbidi e molto larghi, e ci sono dei cestini per i rifiuti.
Prendere la metro a Valencia non è un'esperienza triste e puzzolente e sudorifera come può esserlo a Milano...
Non so, la gente è tranquilla, legge e chiacchiera, e non ha la faccia incazzata.
Ah, e soprattutto sui binari d'attesa non ci sono quei megaschermi fastidiosi che ti gridano addosso la rava e la fava, mentre tu vorresti solo un telecomando per avere almeno la facoltà di abbassare il maledetto volume!
A proposito dei binari d'attesa: ovviamente sono sempre puliti, e quelli di alcune fermate sono meravigliosi... ad esempio, c'è una fermata (di cui ora, ovviamente, mi sfugge il nome) con i muri e le colonne completamente ricoperti di pietruzze bianche quasi iridescenti... ed è tutto morbido, non ci sono spigoli... sembra di entrare in un acquario, o in un sogno... soprattutto la prima volta, quando non te l'aspetti!
La cosa bella è che dei mezzi pubblici spesso si riesce a fare a meno, perchè camminare per la città, anche per 20 o 30 minuti, non è fastidioso visto non si rischia di morire stirati o per un tumore ai polmoni.
Saranno tutti questi alberi, o il venticello che c'è quasi sempre, o le strade immense che non lasciano incanalare lo smog, non so... sta di fatto che l'aria non ha un cattivo odore e non ti fa venire le caccole grigie nel naso.
E poi in giro c'è sempre tantissima gente, a piedi o in bicicletta... le donne un po' anziane e ciccione mi sembrano tutte uscite da un film di Almodovar, e certi vecchietti si siedono sulle panchine degli incroci più trafficati e stanno a guardare le frotte di studentesse straniere che passano.
La cosa brutta è che puoi vivere tutto il tempo che vuoi in una città che, senza mai perdere il suo lato umano e quasi selvatico, sembra funzionare alla perfezione.
Però viene un giorno che la metropolitana inchioda in mezzo al tunnel (per quanto sia possibile, per un treno, inchiodare)...
siamo fermi in mezzo al nulla, la musica classica continua a uscire senza fastidio dagli altoparlanti...
la gente parla ancora, ma le voci sembrano un poco più sommesse e meno acute...
dopo 30 secondi ti accorgi che i passeggeri davanti a te cominciano a dare piccoli segni d'insofferenza, e che tu stessa stai sudando.
allora ti sembra di sentire i pensieri di tutto il vagone, e di vedere le immagini dei treni di Madrid e di Valencia, e capisci che tutti stanno pensando la stessa cosa, perchè i loro corpi e i gesti e gli sguardi li tradiscono...
poi però la metro riparte, e pensi che tra un minuto uscirai in superficie e il cielo sarà ancora azzurro e i negozi ancora colorati, e la città quasi perfetta è sempre lì.
Almeno per oggi.
miércoles, 27 de septiembre de 2006
non si capisce perche' piango...
E' tutto bellissimo e tutto mai scontato, e' stancante ma mi piace tanto...
Hoy, tengo problema muy grande con la ventana de mi cuarto!
Ovvero: mi si e' rotta la tapparella. Marina e io abbiamo provato a sistemarla solo perche' lei diceva che e' muy facil... Muy facil un cristo!
E oggi sono stata a registrarmi a scuola, e tra una semana avro' il mio cartellino dell' Universita' che mi fara' fare un mucchio di cose!
A proposito... aikido o tai-chi??
Sono indecisissima... ma almeno uno lo voglio fare!
Qui nel campus e' todo gratis e ci sono di quei corsi assurdi... piscina, tennis, tiro con l'arco, reggaeton, bellydance, yoga... ma questi sono i piu' normali!
Ce n'e' addirittura uno che e' una specie di terapia della risata, o cose cosi'.
Poi ci si arrampica e si tirano su le cose pesanti.
E ci sono tutte le arti marziali.
E i corsi di latinoamericano e capoeira e scacchi e pilates e step e aerobica.
E mille miliardi di altre cose.
Valencia non mi sembra mai scontata... il cielo e' sempre cosi' azzurro e luminoso che quando vado in giro non riesco nemmeno a tenere gli occhi aperti.... devo comprarmi gli occhiali da sole, i miei sono rimasti a casa... insieme al cappello di paglia e tante altre cose...
Nel mio barrio c'e' sempre musica... e gente che canta... a volte anche gli djambe... e profumi incredibili... di cose buone da mangiare... e di pescado... e i palazzi davanti al nostro balcone sono bianchissimi e accecano fino al tramonto... che sembra non arrivare mai...
E in casa non ci sono i caloriferi! Mi sa che qui l'inverno non esiste. Almeno, non e' inverno padano.
E ieri mi e' entrato un geko in camera!
Credo cercasse il calduccio perche' ormai era sera... e l'ho tenuto con me perche' era tanto carino!!
In casa e' un delirio, perche' Federico parla benissimo spagnolo ma sempre con l'accento romanaccio, e io faccio una fatica enorme perche' continuo a pensare in italiano o in inglese, mai in spagnolo, e per dire una cosa in spagnolo la mia testolina fa un giro della madonna e impazzisce!
Per fortuna capisco tutto.
E poi Marina parla lentamente apposta per noi!
Ecco, insomma, e' tutto bellissimo, e ogni tanto mi vengono le crisi di pianto ma credo che sia proprio per questo... perche' e' tutto troppo bello...
martes, 26 de septiembre de 2006
finalmente Valencia...
Finalmente ho una casa a Valencia...
Calle del poeta Mas y Ros 3, puerta 17.
Quando venite a trovarmi, maledetti?
Appena ritiro il mio zaino da cinque tonnelalte al locker della stazione vi ci metto anche le foto... cosi' siete felici...
Perche' tutti i miei strafanicci digitali sono ancora chiusi la', erano troppo pesanti per la mia schienuccia!! Solo la Lola e' venuta con me, e insieme stiamo vedendo tante belle cose...
Oddio... 'ste cazzo di tastiere spagnole non hanno le vocali accentate!! ma come cazzo si fa??