jueves, 17 de mayo de 2007
paura e delirio a enologia
(ci scusiamo per la misera qualità delle foto pubblicate in questo post...
crediamo che alla fine della lettura ci avrete già giustificato)
ore 10 e 30 di un mercoledì di maggio.
Marina fa irruzione nella mia stanza dicendo che finalmente è arrivata posta per me.
dice tranquilla, faccio io, tu dormi. e allora che cazzo mi svegli a fare, mi domando io.
mi alzo, vado in bagno.
al mio ritorno trovo sul letto un pacco gigante.
lo apriamo facendo colazione, dentro c'è ogni bendiddio: formaggi, caffè, torte e tortine, magliette, biglietti, conserve, soia in tutte le salse...
sono in missione, in questi giorni: mangiare con Carolina più spesso possibile.
approfitto della soia e mi autoinvito a casa sua, dove invece della soia ci buttiamo sui maccheroni all'arrabbiata, ma va bene.
ore 16.
andiamo a piedi verso Blasco Ibanez.
un tipo in stampelle cade e mi fa prendere un colpo, sto con lui finchè non lo rivedo in piedi.
becchiamo Marina e Federico.
in teoria, alle quattro c'è la regada de la cerveza alla facoltà di enologia, ma scopriamo che in realtà è alle cinque e mezza.
nell'attesa conosciamo Tony, mezzo gay, mezzo pazzo, tanto simpatico. di quei gay che, come niente, ti fanno ritrovare in mezzo ad una festa e non sai nemmeno spiegarti come sia potuto accadere.
poi arrivano gli amichetti italiani, e 'sti stronzi ci danno sola all'ultimo momento... non vogliono partecipare alla gara! ma cos'hanno oggi tutti??
ci iscriviamo.
inizialmente io sono nel gruppo.
poi l'hombre vede quanto è divertente, gli cedo il mio posto così ne approfitto per fare le foto e documentare questa pazzia.
si affrontano, ad ogni turno, due squadre di 4 persone, davanti ad un bancone.
ci sono quattro bicchieri di birra, uno per uno. non si può iniziare a bere la propria birra prima che il compagno precedente abbia finito la sua.
passa il turno la squadra che finisce per prima i quattro bicchieri.
la nostra squadra viene eliminata al primo turno.
ci intristiamo e decidiamo di berci su.
paghiamo la prima birra.
da qui in poi, il delirio.
ed ecco cosa succede alle sei del pomeriggio di un mercoledì di maggio alla facoltà di enologia di Valencia.
mi balla un occhio e mi ritrovo seduta accanto a strani personaggi scrivendo come una pazza.
starnutisco perchè nel bagno dei maschi io e Marina abbiamo comnciato una guerra d'acqua con i ragazzi che pisciavano, mentre Carolina sul cesso faceva pipì e rideva.
alle finali della gara di cerveza succede qualcosa e la folla si ribella.
sembra di stare a napoli.
tutti gridano e saltano, non si capisce nulla.
Carolina non la smette di rompere le palle all'arbitro per farsi offrire birre, finchè una ragazza si mette in mezzo e Carolina mi dice toccale il culo così se ne va e la smette di offuscarmi la visuale.
Io non ci penso nemmeno e lo faccio all'istante.
il mio super-io annullato.
lei si gira e chiede chi è stato.
i cinque o sei ragazzi dietro di lei la guardano, poi uno mi indica.
io faccio finta di nulla.
lei fa finta di nulla.
praticamente faccio finta di non stare fuori come un balcone.
uno si mette a parlare con me in valenciano dicendo che ho l'accento valenciano, ma gli faccio notare che gli ho detto solo una parola, "sì", come cazzo fai a sentire l'accento??
che poi, se proprio devo avere un accento, al massimo è andaluso.
Carolina e Marina tirano fuori gli occhi dolci e la faccia tosta e non la smettono di scroccare birre.
nell'atrio della facoltà c'è un concerto con gente che poga e un tipo sul palco che grida MIERDA per mezzora, e alla fine saluta il suo pubblico di sballoni con un educatissimo "buenas tardes".
io quasi quasi non ci credo.
surreale.
Marina continua a girare con lo spray.
anche Carolina adesso ha lo spray.
è la fine, mi dico.
non so se andarmene o aspettare la vigilanza.
io e la Lola facciamo foto, in piedi su una sedia, ma inizia un'altra guerra dell'acqua, questa volta tra noi dentro e dei tizi fuori in cortile.
dopo un po' chiudo la finestra perchè ho paura che la Lola prenda acqua, o birra, che vola da tutte le parti.
poi vedo che i tipi fuori mi chiamano.
apro, mi parlano, ma non capisco, non sento nulla, quello sul palco continua a gridare... però qualcosa mi suggerisce che le cose si stanno mettendo male, faccio in tempo a chiudere la finestra, un biondone sbatte un bicchiere di plastica sul vetro, un ciccione mi guarda male e indica gli occhi, penso ok è ora di andare.
nel corridoio incontro Marina, sta scappando anche lei.
fuori ci nascondiamo sotto una magnolia finchè vediamo arrivare Carolina con una parrucca di fili argentati in testa.
ci convince a rientrare.
però prima Marina vede due bei maschioni e decide che per attirarli deve fare la lesbicona con me, mi agguanta e mi succhia il collo e mi tocca tutta finchè la convinco che forse non è il caso. allora prende uno dei due e se li trascina dentro alla facoltà.
dentro mi perdo dopo un minuto.
però incontro Tonino e mi fermo.
vedo anche un tipo conosciuto una notte tanto tempo fa, al cedro.
incredibilmente si ricorda di me.
incredibilmente mi dice ti stanno cercando.
oddio, ma che ho fatto di male??
dice che i suoi amici sono incazzati perchè li ho spruzzati con il liquido lavavetri.
ma non è vero, perchè nel bagno avevamo svuotato il flacone e l'avevano riempito solo d'acqua.
il tipo dice tranquilla.
io c'ho una paura che voglio andarmene, questi son matti.
quasi progettiamo di scappare insieme, quando arriva Marina e mi porta via.
vedo il ciccione e il biondone con la coda dell'occhio.
ma ormai stiamo andando via.
invece, l'imprevisto.
dietro l'angolo Carolina si sbaciucchia uno e Marina ride e fa un passo indietro e si ferma.
putain.
i due ci vedono.
vengono da noi.
sono incazzati.
cerchiamo di spiegarci.
dicono che ad una tipa bruciavano gli occhi.
io parlo di lenti a contatto ma mi sa che sono fuori tema.
Marina cerca di incantare il ciccione, gli si avvicina, lo guarda negli occhi e sorride, gesticola tanto mentre dice cazzate. sta per funzionare, ma il biondone prende il ciccione e lo porta via.
meglio così.
continuiamo la fuga, manca davvero poco, ma Marina ha la bella idea di chiudersi in un ufficio fingendo di cercare uno.
c'è un po' di gente che mette una maglietta azzurra ad un ridicolo cane bianco e poi cerca di fermargliela addosso con un'enorme spillatrice.
una ragazza salva il cane, che manco si sa di chi cavolo sia, poi i tipi ci riprovano con un giornale, sembra vogliano mettere qualsiasi cosa addosso a quello stupido coso, ma poi se ne vanno.
parliamo con la tipa, pieghiamo le magliette, parliamo, stiamo per andare via quando lei chiede a Marina "la maglietta che hai nella borsa l'hai pagata?".
cazzo, Marina.
ruba le magliette e io non mi accorgo di nulla, e si fa anche sgamare.
per fortuna la tipa è simpatica, paghiamo due euro invece che tre e scappiamo.
stavolta davvero.
usciamo per non rientrare più.
ci fermiamo al mercadona, io dico che strano, non sapevo ce ne fosse uno anche qui.
lo attraversiamo e arriviamo alle casse sull'altro lato, e io dico che strano è identico a quello di Cardenal Benlloch.
scopro che in realtà siamo nel mercadona di Cardenal Benlloch.
ci vengo quasi ogno giorno.
mi rendo conto di essere abbastanza ubriaca.
vado a fare pipì.
Marina compra biscotti e uva passa.
Marina non la smette di chiedersi come la tipa l'abbia sgamata.
le faccio notare che è abbastanza normale, visto che noi eravamo ubriache e lei no.
ma è inutile.
a casa lei cerca di farmi mangiare una insalata con mele, carote, maionese e uva passa.
la maionese mi dà la nausea e mi faccio un toast.
mi rendo conto di non avere il telefono.
chiamo.
mi risponde una donna.
il mio telefono è nella portineria di enologia.
poverino, è talmente brutto che non l'ha voluto nessuno.
mi ricordo di aver sentito, al concerto, qualcuno che gridava "è stato ritrovato un cellulare...".
io non perdo mai nulla.
Marina si accorge di aver perso la felpa.
chiamiamo Carolina.
parla piano, la zoccola.
è ancora a enologia, la zozza.
con quello che le offriva mille birre, la fetente.
le dico di recuperare telefono e felpa, perchè ho troppa paura per ritornare a enologia.
Marina si sbatte a letto.
io puzzo di limone e birra ma non faccio la doccia perchè temo di cadere nella vasca, picchiare la testa, svenire, e giacere lì fino all'indomani nell'indifferenza generale.
mi butto a letto anche io.
mezzanotte.
a dormire non riesco, mi vengono su cose strane...
mi alzo e faccio spaghetti olio e grana.
per sistemarmi il pancino.
poi mi guardo "effetto notte" di Truffaut fino alle tre.
tutto sommato, è stato un pomeriggio come un altro.
sábado, 5 de mayo de 2007
faccio la turista
che bello avere gli zii che girano per casa...
ne approfitto per fare la turista pure io.
America's Cup (uh-uh!):
jueves, 15 de marzo de 2007
casa...
17°C
Despejado
Viento: E a 11 km/h
Humedad: 30%
Roma
17°C
Despejado
Viento: N a 0 km/h
Humedad: 49%
Milán
20°C
Despejado
Viento: S a 3 km/h
Humedad: 33%
Dios mio, que maravilla!
Tornare a Valencia e avere la netta sensazione di tornare a casa.
aveva solo bisogno dell'aria di questa città, aveva bisogno di stare un po' di tempo in un luogo che non la facesse sentire un'ospite di passaggio.
Si è ricaricato subito.
Forse è fotovoltaico.
O valenciavoltaico, no sè.
Casa è piena di gente, e non siamo che all'inizio.
Valencia freme per Las Fallas.
Spettacoli di fuochi d'artificio tutto il giorno e tutta la notte, tutti i giorni fino almeno a domenica.
Esplosioni e colori lunghe ore.
Manca solo Biancaneve.
Devo abituarmi a vivere la città senza Pieter.
Ho finito di dare gli esami, ragazzi, quasi quasi mi laureo.
Stamattina avevo la paranoia che la valigia esplodesse, perciò in aeroporto l'ho fatta scotchare (che bello, di rosa, asì que ahora tengo cortinas nuevas para mi cuarto!!), ciò non mi ha tolto dalla testa la probabile scena de mi maleta che eslpode nella stiva de el avion.
ma quanto sono fantozziana??
Che cacchio, mancava solo una nuvoletta che mi perseguiva!!
Però ho trovato Sara.
E mentre lei moriva di paura, siamo atterrati sgommando.
Giuro, il pilota ha inchiodato e curvato a sinistra, manco avesse in mano uno scooter.
Segue applauso di congratulazioni con annesse grida di gioia esplose all'unisono da parte dei passeggeri tutti.
Forse ringraziavano soltanto di aver salva la vita, non so.
A me è piaciuto un casino!
jueves, 1 de marzo de 2007
un mese in italia
Un mese da passare in Italia... e chi cavolo l'aveva previsto??
Per il ritorno a Valencia, salta clamorosamente il progetto autostop, che nonostante l'incredulità dei più poteva davvero prendere forma!
E non ho tempo nemmeno per la nave... mi toccherà salire su un altro maledetto aereo.
Una buona scusa per lasciarsi festeggiare.
Parlare con Alice davanti ad un bicchiere di vino come se il tempo non fosse passato.
Rivivere con più coscienza quei luoghi abitati con troppa leggerezza per mesi o anni.
Tornare e scoprire che sono davvero dei posti magnifici per vivere.
I verdi, i rossi e i gialli delle case.
La morbidezza del plaid rosa.
La luce accecante del mio terrazzo viareggino.
Carrara vista di notte dall'alto della scalinata del Baluardo, in compagnia solo dei gatti.
Ho notato che quando dormo almeno tre notti di seguito nello stesso posto dico che ci abito.
Mi sembra di non fermarmi mai.
Una strana sensazione che, invece di entrare a far parte delle mie abitudini, si acuisce sempre più.
Si amplifica.
Mi stanca.
Mi sporca.
Partire è sempre un po' morire.
Partire mille volte l'anno ti distrugge.
Spostarsi in continuazione è anche un ottimo modo per apprezzare maggiormente luoghi e persone che altrimenti diventerebbero familiari fino alla nausea.
Ti insegna a godere delle persone finchè ti è dato vederle, magari uno o due giorni l'anno.
Temi sempre che sia l'ultima volta.
Temi sempre di non lasciare abbastanza.
Il Diario Valenciano ha sempre più fan.
Ed è incredibile... tante persone mi rivedono dopo mesi e la prima cosa di cui mi parlano... è lui. Il Diario Valenciano.
Vi amo, quando fate così.
Perchè lo curo come una piantina...
per crescere bello e sano...
e farsi nutrire da tutti i colori della luce attraverso le mie foto, che semplicemente vorrei fossero...
non so...
e conoscere tutto l'amore del mondo raccontato con le mie parole di ragazzina-PeterPan che non crescerà mai, ma questo forse lo sapete già...
Davvero non so cosa vorrei fossero le mie foto...
forse ci penserò e ve lo raconterò un'altra volta.
Questo signore carrarino si è tolto il cappello per farsi fotografare insieme ai gatti.
Quando mi sono girata era sparito.
viernes, 19 de enero de 2007
sondaggio
23.15 18/01/2007
Ora ve lo posso dire con certezza.
Valencia è la città delle coincidenze.
E' la terza città della Spagna, ma ci si conosce tutti e ci si incontra sempre, prima o poi.
2.40 19/01/2007
Scusate, pausa ospiti di tre ore e mezza.
Sono tornata e mi sono scofanata tre minicroissant del mercadona ripieni di nocilla.
La mia stanza nell'ultima settimana è invivibile, eppure la sistemo tutti i giorni.
Vabbè, oggi no.
E' che dopo un po' che ci si prova (a tenerla in ordine) sembra fatica sprecata e si molla il colpo. Non parlo in prima persona perchè credo sia un problema che affligge miliardi di persone nel mondo.
Stanotte ho conosciuto un mucchio di gente e ho rivisto amici che non vedevo da tanto tempo.
E' abbastanza incredibile come chiamo "amico" uno che ho visto solo una volta in tutta la mia vita.
Però mi capita spesso di parlare con qualcuno e pensare che è come se ci conoscessimo dalle elementari. Invece è nella mia vita, forse per sbaglio, da poche ore, e chissà mai se lo rivedrò.
Però alla fine sì perchè -ve l'ho detto, ¿no?- ci si rincontra sempre, a Valencia.
Chissà se si scrive (e dice) rincontra o reincontra, o addirittura re-incontra...
Anche la microfiesta di stasera è stata organizzata all'ultimo momento, dando appuntamento al NaturaDub di Plaza del Cedro a tutti quelli di cui ho il numero di telefono o l'indirizzo email.
E anche a qualcuno conosciuto per l'occasione: Sonia (solo l'ennesima di una lunga serie di persone conosciute ai computer della biblioteca, come Turan),e Camille, polacchina tanto carina di Belle Arti che vedo ovunque da quattro mesi, con la quale oggi ho deciso di parlare solo perchè ormai mi sembrava di conoscerla...
Insomma, si fa così: si avverte tutti. Poi si sa, ognuno si porta dietro gli amici.
Adoro fare public relations!
Sono la Mrs.Dalloway di Valencia. Anzi, señora Dalloway.
Proprio per questo io e Marina abbiamo deciso di dare vita al negocio del siglo dopo questa sessione d'esami.
I dettagli più avanti.
Mañana tengo que levantarme temprano porque tengo que ir al vice consulado de Italia... e vediamo se posso organizzare la fuga in Marocco con mis dos caballeros flamencos.
Se mi va male, magari posso farla dopo Pasqua con dos caballeros italianos... però non è la stessa cosa, no? Parlando così, a livello folkloristico.
Uh! He dicho "mañana"? Querìa decir "tra quattro ore e mezza".
Comunque il DiarioValenciano ha un problema.
A volte faccio fatica a scrivere in italiano.
Cioè, alcune frasi mi si materializzano in testa in castellano, e io mi devo pure sbattere per ri-tradurle in italiano.
Le cose sono due: o voi imparate il castellano... o voi imparate il castellano.
Se volete lanciamo il sondaggio.
Preferisci imparare il castellano o imparare il castellano?
Le votazioni sono aperte tramite commento a questo post.
3.55 19/01/2007
13.22 19/01/2007
Valencia
18°C
Despejado
Viento: SO a 21 km/h
Humedad: 45%
Milan
13°C
Despejado
Viento: SE a 4 km/h
Humedad: 63%
Rome
18°C
Nubes dispersas
Viento: SE a 10 km/h
Humedad: 77%
jueves, 14 de diciembre de 2006
solo per i fan...
12.04 14/12/2006
I fan del Diario Valenciano si lamentano perchè non lo aggiorno abbastanza frequentemente.
bravi, continuate così, perchè così mi piacete.
Riassunto delle puntate precedenti:
Cominciamo da Pieter, che ormai per me è Peter Pan (è magico).
Mi ha insegnato 4 parole in fiammingo: schifo, scandalo, sabbia e verme solitario.
Ne imparo una al giorno perchè la pronuncia mi ammazza.
Lui, invece, fa progressi mostruosi con l'italiano.
Ormai dice con regolarità che cazzo, vaffanculo, stronzo, che figa, che troia e porca madonna.
Tanto che a volte mi confondo e gli parlo in italiano senza accorgermene.
E' tanto carino e ormai mi chiama solo pequeñita.
Mi sa che siamo gemelli astrali ed è incredibile come siamo riusciti ad incontrarci nello stesso frammento spazio-temporale (Valencia, sei del mattino... "per Blasco Ibanez???").
Non sto più comprando da mangiare perchè tanto c'è sempre una scusa per pranzare o cenare tutti insieme, così compro solo da bere o porto il parmigiano italiano da casa (che qui è una sciccheria).
Ormai si parla solo di fare cene per saluti pre-natalizi, e siccome siamo in tanti dobbiamo fare tantissime cene.
Per la precisione, una al giorno.
Infatti mi sto allargando e a Natale il tacchino sarò io, bella ciccia e saporita.
Un tacchino al sapore di paella vegetariana!
Ah, ho anche imparato a fare la tortilla e il guacamole con l'avocado.
Con il castellano sono troooppo avanti!
O forse dico così perchè faccio il paragone con i finlandesi...
Comunque, sto imparando addirittura ad accentare le parole scritte!
Un'ulteriore prova della mia bravura (sì, me la canto e me la suono...) è fornita dal fatto che capisco le barzellette in spagnolo, i doppi sensi, i giochi di parole e le battute bastarde sugli andalusi, gli abitanti di Bilbao e quelli di Lupe.
E non potete capire quanto sia esaltante!
Ah, mi sono innamorata di Gemma, una chica de Castellòn che starei ad ascoltare per ore e ore e ore... ed è anche bellissima, e in botta con le medicine orientali e i poteri della mente.
Come se non bastasse ha i rasta, è vegetariana, è sempre in Italia e in Africa, sa ballare salsa, merengue, bachataa, salsa e cha-cha-cha, suona in un'orchestra e vive al Cabanyal (il mio quartiere preferito, che è poi lo stesso in cui vive Pieter).
E' praticamente la donna della mia vita!
Come minimo, domani scopro che è sposata...