Che giornatacce.
Smart.fm chiude i battenti.
Il mio mezzo preferito di studi online per giapponese, inglese, capitali europee e quant'altro passa a essere iKnow, un sito a pagamento. Che merda.
Sensazione di regresso, e tutto alla faccia della cultura libera (e dello sbattimento fatto per scriverci sopra un'intera tesi).
Scopro di vivere con il portoghese più stupido del mondo, triste remake dell'uomo più stupido del mondo, già visto in un altro blog.
Gli regalano un intero jamón e gli fa fare le cozze sopra la lavatrice, con il calore del sole impietosamente duplicato dalle nostre meravigliose nuove finestre.
Litiga con Marta quasi sempre perchè i due (25 e 28 anni circa) si punzecchiano appena ne hanno l'opportunità, alla faccia del quieto vivere e della cosiddetta "maturità".
Va a dormire alle 7 del mattino, si sveglia alle 5 del pomeriggio, lavora un'ora o due, quando torna mette su mille lavatrici e si nutre di latte e cereali, nonostante lavori come allenatore di calcio per bambini (alla faccia del buon esempio e del salutismo).
Non vede mai il sole, in compenso quando vede la pioggia mette su una lavatrice in maniera da poter abbandonare i suoi abitini fradici in sala per giorni.
Non parla molto, da buon portoghese, ma se gli date il LA con il calcio è finita: vi asciuga senza darvi il tempo di riprendere fiato, alla faccia di tante cose....
Ma la ciliegina sulla torta arriva quando scopro che si è fatto tirare in mezzo in una truffa abbastanza popolare su internet, uno scam, tecnica di spostamento di denaro normalmente dall'Inghilterra a oltremanica e ritorno, utilissima allo scopo di riciclaggio di denaro sporco.
Io l'ho avvisato.
Gli ho spiegato come funziona.
Gliel'ho detto due volte.
Gli ho detto che ci cascano solo gli studentelli stranieri alla ricerca di denaro rapido.
Gli ho anche detto che possono chiudergli il conto con dentro tutti i suoi soldi, perchè è una pratica illegale.
Ma lui si è limitato a rispondermi che dirá alla polizia che "non lo sapeva", e tutto finirá bene.
La legge non ammette ignoranza, e l'ignoranza non ha limiti. La legge non ammette limiti? Mmmm...
Tutto ha un limite. Persino il Regno di Fantasia ce l'aveva, e per poco non finiva tutto in vacca. Eppure qui sulla terra c'è ancora gente che è in grado di stupirmi per la vastitá della sua ignoranza. Quello che non capisco è perchè me li becco tutti in casa.
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martes, 8 de marzo de 2011
grida il mio nome o Fantasia morirá
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domingo, 2 de enero de 2011
l'oroscopo è tornato, e fa sempre un po' paura
Visto il successo che riscontrava sul Posto della Fragola, ritorno a pubblicare l'oroscopo di Rob Brezsny presi dal sito dell'Internazionale:
Non ricordo se avevo già postato questa foto... ma la rimetto, nel dubbio.
Tra l'altro, il riferimento al passato dell'oroscopo di questa settimana sembra fatto apposta per scrivere il seguito del post di ieri.
Non so se fino a poco tempo fa avrei reagito come ho reagito a quello che ho visto e sentito.
Probabilmente ha ragione Rob, ma lui non sa che sono già entrata nel 2011 lasciandomi il passato alle spalle, perchè, come dice Mr.Z, mi sono sentita come quando si torna a casa per la prima volta dopo cinque anni, e la si ritrova riverniciata, con i mobili spostati... e con dentro un nuovo inquilino.
Gemelli
21 maggio – 20 giugno
Riuscirai finalmente a sfuggire al dolore di cui porti l’impronta fin dall’adolescenza? Pensi realisticamente di poter trionfare sui condizionamenti subiti prima ancora di imparare a parlare? Sarai capace di fare quello che pochi di noi hanno fatto: liberarti dal peso del passato, dall’inerzia dei ricordi, e vivere coraggioso e libero nella verità dell’OGGI? Se nella tua vita ci sarà mai un momento in cui è possibile realizzare almeno in parte questa nobile impresa, Gemelli, sarà nel 2011.Non ricordo se avevo già postato questa foto... ma la rimetto, nel dubbio.
Tra l'altro, il riferimento al passato dell'oroscopo di questa settimana sembra fatto apposta per scrivere il seguito del post di ieri.
Non so se fino a poco tempo fa avrei reagito come ho reagito a quello che ho visto e sentito.
Probabilmente ha ragione Rob, ma lui non sa che sono già entrata nel 2011 lasciandomi il passato alle spalle, perchè, come dice Mr.Z, mi sono sentita come quando si torna a casa per la prima volta dopo cinque anni, e la si ritrova riverniciata, con i mobili spostati... e con dentro un nuovo inquilino.
sábado, 1 de enero de 2011
un post per jamo
Questo post è dedicato a Jamo, e alla sua teoria secondo la quale la mia vita sembra in realtà una sceneggiatura di un film di Ozpetek. Avete presente? Dài, quello delle Fate Ignoranti, La Finestra di Fronte, Mine Vaganti eccetera.
Questo post è dedicato a Jamo perchè fino a poco tempo fa poteva sfottermi dicendo che lavoro tre ore al giorno, e vivo in una casa colorata, frequentata da personaggi improbabili, esattamente come succede nei film del signor Ozpetek.
Ma da oggi, primo giorno del nuovo anno, passiamo di livello, perchè la sceneggiatura ha assunto il tono irreale del momento in cui il protagonista del film, in mezzo ad una festa, smette di sentire la musica ad alto volume , smette di sentire le risate degli amici e i discorsi di chi vorrebbe passare la notte con lui, e al loro posto quello che sente è una musichetta dolce, cantata lentamente, e quello che vede sembra uscito da un sogno.
Ogni cosa e persona inizia a muoversi al rallentatore, e una serie di primi piani dei personaggi intorno a lui fanno capire al protagonista che tutti si stanno divertendo, esattamente come dovrebbe succedere ad una festa, quando si lasciano fuori dalla porta i problemi e si pensa soltanto a ballare con un bicchiere in mano.
E che succede invece nella testa del povero protagonista? Non balla e ha la faccia da ebete, gli occhi fissi su un punto, perchè quello che vede non fa altro che confonderlo, e gli fa venire un mal di testa improvviso e un cedimento alle gambe. Quello che vede è l'irrealtá, è quello che non avrebbe mai pensato di vedere, e che non lo stupisce solo perchè sa di vivere in un film di Ozpetek, dove tutto è possibile perchè l'unica regola è l'amore e i confini dettati dal sesso, dalla buona educazione o dal buon senso non valgono più.
Non fatemi domande su questo post, grazie. Non risponderei.
PS: la foto che lascio non è mia, ma rende l'idea di come mi sento in questo momento.
Questo post è dedicato a Jamo perchè fino a poco tempo fa poteva sfottermi dicendo che lavoro tre ore al giorno, e vivo in una casa colorata, frequentata da personaggi improbabili, esattamente come succede nei film del signor Ozpetek.
Ma da oggi, primo giorno del nuovo anno, passiamo di livello, perchè la sceneggiatura ha assunto il tono irreale del momento in cui il protagonista del film, in mezzo ad una festa, smette di sentire la musica ad alto volume , smette di sentire le risate degli amici e i discorsi di chi vorrebbe passare la notte con lui, e al loro posto quello che sente è una musichetta dolce, cantata lentamente, e quello che vede sembra uscito da un sogno.
Ogni cosa e persona inizia a muoversi al rallentatore, e una serie di primi piani dei personaggi intorno a lui fanno capire al protagonista che tutti si stanno divertendo, esattamente come dovrebbe succedere ad una festa, quando si lasciano fuori dalla porta i problemi e si pensa soltanto a ballare con un bicchiere in mano.
E che succede invece nella testa del povero protagonista? Non balla e ha la faccia da ebete, gli occhi fissi su un punto, perchè quello che vede non fa altro che confonderlo, e gli fa venire un mal di testa improvviso e un cedimento alle gambe. Quello che vede è l'irrealtá, è quello che non avrebbe mai pensato di vedere, e che non lo stupisce solo perchè sa di vivere in un film di Ozpetek, dove tutto è possibile perchè l'unica regola è l'amore e i confini dettati dal sesso, dalla buona educazione o dal buon senso non valgono più.
Non fatemi domande su questo post, grazie. Non risponderei.
PS: la foto che lascio non è mia, ma rende l'idea di come mi sento in questo momento.
domingo, 31 de octubre de 2010
come (non) uscire da Facebook, ovvero l'ennesimo tentativo di suicidio rituale su un social network
Diversi mesi fa avevo fatto suicidio rituale (ma non tanto) sul social network più insidioso del mondo: Facebook (o Fèisbuc, nella sua translitterazione italiana). Avevo mandato una letterina d'addio agli amichetti e avevo anche ricevuto risposte da persone che mi chiedevano di non farlo. Inutile.
Avevo impiegato ore cercando di eliminare tutti i miei dati, perchè le macchine da suicidio virtuali (come Seppukoo: http://www.seppukoo.com/) all'epoca erano state bloccate appunto da Facebook e compagnia bella.
Uno sbattimento incredibile.
E inutile. Perchè... sorpresa! Una volta disattivato l'account di Facebook avevo cercato di rientrare, per vedere cosa succedeva.
E cosa credete che successe? Niente, ricevetti un messaggio di bentornato da parte del team di Facebook, e scordiamoci 'o passato.
Scoprii che era tutto inutile, e il mio account era stato solo temporaneamente "spento". Ma riaccenderlo era questione di un attimo.
Presa dallo sconforto, dimenticai anche di eliminare tutte le foto dell'account.
Oggi, a distanza di mesi, anche per celebrare il Samahin, mi sono rimboccata le maniche e ho portato a termine (un po' piú di prima, almeno) il mio suicidio virtuale.
Ho eliminato circa 30 o 40 album di foto, 232 amici, le foto del profilo, la formazione accademica e tutto quello che era rimasto nei dati del profilo.
L'email non l'ho potuta cancellare, e nemmeno cambiare con una falsa. Però l'ho resa invisibile (era il massimo consentito).
Quello che resta ora è un profilo vuoto e le foto di me con gli altri. Porca troia. Circa 90. È tantissimo! E vabbè.
Ho anche copiato gli indirizzi email di alcuni amici che non avevo ancora tra i contatti di GMail.
E, come al solito, ho scoperto qualche altra vecchia amica che si è appena sposata (una ieri) o ha figliato.
Tutte che figliano.
Tranne me.
Alcune di loro sono diventate orrende. 'Ste facce cadenti, 'sti corpi deformi... uno schifo. Di quelle racchie non ho nemmeno salvato l'email.
Decidere quali indirizzi salvare non è stato difficile. Anzi, è stato abbastanza liberatorio disfarsi per l'ennesima volta di gente che mi è sempre stata sul cazzo o che non sento da ere.
Invece, vedere che i miei amici sono ancora tutti lí, a diventare scemi su Facebook... eh, quello sì che mi ha rattristato, cazzo.
La mia vita oltre Facebook (come dicono quelli di Seppukoo) è così (dove X è un interlocutore qualsiasi e N sono io):
caso 1:
X: "C'è questo gruppo carino... Ce l'hai Facebook?"
N: "No"
X: "Ah. Bè, se guardi su Facebook lo trovi..."
caso 2:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho, dammi l'email"
X: "Ah. Bè, cercami su Facebook!"
caso 3:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho"
X: "Ah. E perchè, scusa?"
3B:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ho Facebook"
X: "Perchè?"
N (presa bene): "Tra le altre cose, perchè una volta che metti una foto su Facebook non è piú tua, ma diventa di proprietá di Facebook"
X: "Ah. Bè, basta che non metti foto, no?"
(variante 1 di X): "Ma è così divertente taggare le foto su Facebook!!".
(variante 2): "Tanto quelle che metto su Facebook sono tutte foto del cavolo!".
(variante 3): "E come fai allora a stare in contatto con la gente che conosci?").
Forse l'ultima variante è la piú fastidiosa.
Avevo impiegato ore cercando di eliminare tutti i miei dati, perchè le macchine da suicidio virtuali (come Seppukoo: http://www.seppukoo.com/) all'epoca erano state bloccate appunto da Facebook e compagnia bella.
Uno sbattimento incredibile.
E inutile. Perchè... sorpresa! Una volta disattivato l'account di Facebook avevo cercato di rientrare, per vedere cosa succedeva.
E cosa credete che successe? Niente, ricevetti un messaggio di bentornato da parte del team di Facebook, e scordiamoci 'o passato.
Scoprii che era tutto inutile, e il mio account era stato solo temporaneamente "spento". Ma riaccenderlo era questione di un attimo.
Presa dallo sconforto, dimenticai anche di eliminare tutte le foto dell'account.
Oggi, a distanza di mesi, anche per celebrare il Samahin, mi sono rimboccata le maniche e ho portato a termine (un po' piú di prima, almeno) il mio suicidio virtuale.
Ho eliminato circa 30 o 40 album di foto, 232 amici, le foto del profilo, la formazione accademica e tutto quello che era rimasto nei dati del profilo.
L'email non l'ho potuta cancellare, e nemmeno cambiare con una falsa. Però l'ho resa invisibile (era il massimo consentito).
Quello che resta ora è un profilo vuoto e le foto di me con gli altri. Porca troia. Circa 90. È tantissimo! E vabbè.
Ho anche copiato gli indirizzi email di alcuni amici che non avevo ancora tra i contatti di GMail.
E, come al solito, ho scoperto qualche altra vecchia amica che si è appena sposata (una ieri) o ha figliato.
Tutte che figliano.
Tranne me.
Alcune di loro sono diventate orrende. 'Ste facce cadenti, 'sti corpi deformi... uno schifo. Di quelle racchie non ho nemmeno salvato l'email.
Decidere quali indirizzi salvare non è stato difficile. Anzi, è stato abbastanza liberatorio disfarsi per l'ennesima volta di gente che mi è sempre stata sul cazzo o che non sento da ere.
Invece, vedere che i miei amici sono ancora tutti lí, a diventare scemi su Facebook... eh, quello sì che mi ha rattristato, cazzo.
La mia vita oltre Facebook (come dicono quelli di Seppukoo) è così (dove X è un interlocutore qualsiasi e N sono io):
caso 1:
X: "C'è questo gruppo carino... Ce l'hai Facebook?"
N: "No"
X: "Ah. Bè, se guardi su Facebook lo trovi..."
caso 2:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho, dammi l'email"
X: "Ah. Bè, cercami su Facebook!"
caso 3:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ce l'ho"
X: "Ah. E perchè, scusa?"
3B:
X: "Ti dó il mio Facebook"
N: "No, non ho Facebook"
X: "Perchè?"
N (presa bene): "Tra le altre cose, perchè una volta che metti una foto su Facebook non è piú tua, ma diventa di proprietá di Facebook"
X: "Ah. Bè, basta che non metti foto, no?"
(variante 1 di X): "Ma è così divertente taggare le foto su Facebook!!".
(variante 2): "Tanto quelle che metto su Facebook sono tutte foto del cavolo!".
(variante 3): "E come fai allora a stare in contatto con la gente che conosci?").
Forse l'ultima variante è la piú fastidiosa.
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miércoles, 28 de julio de 2010
ovosodo
A volte l'eco di un passato si fa sentire per vie traverse, e ti fa venire mal di pancia.
Può arrivare sotto forma di biglietto aereo per un viaggio che non te la senti di fare. Almeno, non in aereo.
Può sbucare fuori da luoghi e situazioni inaspettati.
Come una foto tra tante. Un volto che riconosci all'improvviso. Una sensazione di piacevole silenzio dentro una cacofonia alla quale però ti eri abituato, come un sottofondo continuo che non noti più. Come quando uno stormo di uccelli, nascosto in qualche albero, tace da un momento all'altro.
Un piccolo messaggio in bottiglia che decidi di abbandonare in un oceano di parole, consapevole e quasi felice del fatto che il vero destinatario molto probabilmente non lo troverà mai.
Oppure un nome che non puoi ancora associare a nessun volto. Come Martina.
Martina sicuramente mi odia.
Martina gioca d'anticipo e mi rovina le vacanze.
Martina è riuscita addirittura a farmi abusare di valeriana.
Martina non mi ha mai vista, e io non la conosco. Ma anche lei ormai è entrata a far parte di un passato non chiuso, di una corrente di ricordi disordinati, ora lo sistemo, domani lo sistemo, questo fine settimana lo sistemo, e invece il tuo passato resta sempre lì, abbastanza incasinato e polveroso, come le scarpe invernali che non ti decidi mai a pulire e mettere via, e che ti fanno sentire quella puntina di vergogna se vengono ospiti a casa ad agosto.
Martina, insieme a tante altre cose, è come una specie di ovosodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico...
Può arrivare sotto forma di biglietto aereo per un viaggio che non te la senti di fare. Almeno, non in aereo.
Può sbucare fuori da luoghi e situazioni inaspettati.
Come una foto tra tante. Un volto che riconosci all'improvviso. Una sensazione di piacevole silenzio dentro una cacofonia alla quale però ti eri abituato, come un sottofondo continuo che non noti più. Come quando uno stormo di uccelli, nascosto in qualche albero, tace da un momento all'altro.
Un piccolo messaggio in bottiglia che decidi di abbandonare in un oceano di parole, consapevole e quasi felice del fatto che il vero destinatario molto probabilmente non lo troverà mai.
Oppure un nome che non puoi ancora associare a nessun volto. Come Martina.
Martina sicuramente mi odia.
Martina gioca d'anticipo e mi rovina le vacanze.
Martina è riuscita addirittura a farmi abusare di valeriana.
Martina non mi ha mai vista, e io non la conosco. Ma anche lei ormai è entrata a far parte di un passato non chiuso, di una corrente di ricordi disordinati, ora lo sistemo, domani lo sistemo, questo fine settimana lo sistemo, e invece il tuo passato resta sempre lì, abbastanza incasinato e polveroso, come le scarpe invernali che non ti decidi mai a pulire e mettere via, e che ti fanno sentire quella puntina di vergogna se vengono ospiti a casa ad agosto.
Martina, insieme a tante altre cose, è come una specie di ovosodo dentro, che non va né in su né in giù, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico...