jueves, 1 de marzo de 2007
cerco solo di ascoltare il mio cuore
Spegnete la luce.
Volume al massimo.
Da sentire in cuffia.
Da soli.
un mese in italia
Un mese da passare in Italia... e chi cavolo l'aveva previsto??
Per il ritorno a Valencia, salta clamorosamente il progetto autostop, che nonostante l'incredulità dei più poteva davvero prendere forma!
E non ho tempo nemmeno per la nave... mi toccherà salire su un altro maledetto aereo.
Una buona scusa per lasciarsi festeggiare.
Parlare con Alice davanti ad un bicchiere di vino come se il tempo non fosse passato.
Rivivere con più coscienza quei luoghi abitati con troppa leggerezza per mesi o anni.
Tornare e scoprire che sono davvero dei posti magnifici per vivere.
I verdi, i rossi e i gialli delle case.
La morbidezza del plaid rosa.
La luce accecante del mio terrazzo viareggino.
Carrara vista di notte dall'alto della scalinata del Baluardo, in compagnia solo dei gatti.
Ho notato che quando dormo almeno tre notti di seguito nello stesso posto dico che ci abito.
Mi sembra di non fermarmi mai.
Una strana sensazione che, invece di entrare a far parte delle mie abitudini, si acuisce sempre più.
Si amplifica.
Mi stanca.
Mi sporca.
Partire è sempre un po' morire.
Partire mille volte l'anno ti distrugge.
Spostarsi in continuazione è anche un ottimo modo per apprezzare maggiormente luoghi e persone che altrimenti diventerebbero familiari fino alla nausea.
Ti insegna a godere delle persone finchè ti è dato vederle, magari uno o due giorni l'anno.
Temi sempre che sia l'ultima volta.
Temi sempre di non lasciare abbastanza.
Il Diario Valenciano ha sempre più fan.
Ed è incredibile... tante persone mi rivedono dopo mesi e la prima cosa di cui mi parlano... è lui. Il Diario Valenciano.
Vi amo, quando fate così.
Perchè lo curo come una piantina...
per crescere bello e sano...
e farsi nutrire da tutti i colori della luce attraverso le mie foto, che semplicemente vorrei fossero...
non so...
e conoscere tutto l'amore del mondo raccontato con le mie parole di ragazzina-PeterPan che non crescerà mai, ma questo forse lo sapete già...
Davvero non so cosa vorrei fossero le mie foto...
forse ci penserò e ve lo raconterò un'altra volta.
Questo signore carrarino si è tolto il cappello per farsi fotografare insieme ai gatti.
Quando mi sono girata era sparito.
lunes, 15 de enero de 2007
volver
1.18 15/01/2007
Un ringraziamento speciale ad Alonso che mi ha permesso di vedere Valencia come una città di un altro pianeta.
Consiglio della nonna, anzi, della zia: se dovete fare un viaggio, cercate di non avere fretta.
Mandate affanculo l'aereo -che è troppo simile al teletrasporto...
Prendete una cazzo di nave!
Sa più di viaggio.
Mooolto di più.
E si conosce un botto di gente strana.
E si ha tempo per pensare.
A proposito di tempo e di pensare...
Qui tutti studiano, che delirio.
La biblioteca della UPV resta aperta fino alle 03:45 della notte.
Non è un orario assurdo? A 'sto punto, perchè non alle 4??
Mah. 'Sti spagnoli, hanno orari tutti loro.
Però mi piacciono tanto.
Credo che creerò una categoria "orari", perchè ne parlo spesso.
Mi manca Andrea, il nostro coinquilino abusivo.
Così come di Carrara mi manca la Dia...
Presenze rumorose e luminose che in casa si notano perchè portano con loro qualcosa di gioioso, come un venticello fatto di risate infantili e profumi d'estate.
Vi capita mai di trovarvi terribilmente indecisi davanti alla scelta tra due fotografie???
Ormai a Valencia sono rientrati tutti, le cene sono state sospese a causa degli esami, e io mi ingolfo di cous-cous, mentre gli ospiti vanno e vengono... anzi, qualcuno non riesce ad andarsene, come Tyson, che ha trovato la morte in casa nostra, e ora giace nei campi dietro il cimiterio di Benimaclet...
Dopo un attacco di shopping compulsivo post-natalizio che ho giustificato con i saldi, sono sempre più frequenti gli after di dvd (ne finisco uno, ne metto un altro), e sto leggendo "Cien años de soledad" quasi senza dizionario.
Sì, lo so che a molti può suonare come cosa stupida rileggersi un libro già letto, ma vi assicuro che in un'altra lingua fa un altro effetto.
Però mi appunto l'albero genealogico dei Buendìa se no mi perdo tra tutti quegli Aureliani.
E ho scoperto che il flash non è così male.
Insomma, mi diverte.
Grazie a Marina.
P.s.: se siete fortunati, scappo in Marocco con dos caballeros flamencos e non torno più.
P.s. per la Sonia: Pieter dorme nudo. Anche con me accanto. Però non ti preoccupare: tutte le mattine timbro il cartellino del club. ;-)
miércoles, 3 de enero de 2007
...sei giorni...
Trauma.
In aereo non ho avuto paura di morire, e al momento di scendere sono stata premiata con un IPod da 4Giga che ho chiamato mercoledì, come il giorno in cui ci siamo incontrati.
Grazie a Giorgio.
Giorgio, lo siento mucho, però la prossima volta ci starai più attento. Dài, non ti attaccare alle cose! Io ho smesso di farlo e da allora i traslochi hanno smesso di essere un problema patologico.
Milano mi è parsa molto più piccola del solito, y disordinata e rumorosissima.
E per nulla a misura d'uomo.
Non riuscivo a parlare in italiano, mi sentivo piuttosto ridicola.
E mi rendo conto di non avere freddo perchè sono molto rilassata (questa, se volete, ve la spiegherò in privato..).
E non ci si può fumare dentro.
Che razza di pazzia.
E senza auto non riesco ad andare tanto lontano.
Però, porca troia, la Lombardia è un posto invivibile per un essere umano che tiene alle sue origini animali!
Non so mai che cazzo fare eppure le giornate volano, di solito senza che io abbia fatto nulla di buono.
Senza perdere nulla di quello che ho incontrato prima.
Non fermarsi, non abituarsi, non adagiarsi, non perdere la voglia di farsi stupire dal mondo.
e quando ci definiamo ci fermiamo.