Oggi vorrei raccontarvi qualcosa di incredibile e speciale...
Ma mi basta questo: è l'11 di ottobre, sono le 16:28, e ora vado al mare.
miércoles, 11 de octubre de 2006
martes, 10 de octubre de 2006
¡hasta pronto!
19.33 07/10/2006
Ecco alcune delle motivazioni per le quali, secondo me, non è facile parlare lo spagnolo di tutti i giorni.
Come diceva la Monda prima della mia partenza, lo spagnolo è una lingua piena di "falsos amigos" (o almeno, così li abbiamo chiamati noi...).
L'olio qui si chiama aceite.
E l'aceto si chiama vinaigre.
L'uscita è la salida.
E la salita è la subida.
Quindi: salir vuol dire uscire, e per dire salire si dice subir. Così alla fine subire diventa sufrir, che però vuol dire anche soffrire (per fortuna ad un certo punto la catena si spezza, o si andrebbe avanti all'infinito).
Arriba vuol dire sopra (che voleva dire il maledetto Speedy Gonzales quando gridava "Sopra! Sopra! Sopra!" ??).
Ah, arrivare si dice llegar, e legare è atar.
Presto si dice pronto.
E pronto si dice listo.
E al telefono, ovviamente, non si dice nè pronto nè listo, è chiaro?
Ah, claro vuol dire certo.
Un adios è semplicemente un arrivederci.
E si dice mañana sia per dire domani che per dire mattina. Così, mañana por la mañana diventa domani mattina.
Quizà (che si pronuncia quasi come chissà) vuol dire forse...
E tampoco significa nemmeno. Se sentite "Yo tampoco" non traducetevelo con "Io un poco"!
Qui si spagnolizza tutto, e gli spagnoli si rifiutano di imparare l'inglese.
L'ordenador è il computer.
La macchina (automobile) è coche. Una macchina industriale, quella sì che è una maquina! E cuidar significa curare. Quindi, se dite ad uno spagnolo "Guido la macchina", quello crede che state a fare la balia ad un impianto industriale, o chissà che.
MacGyver lo pronunciano Magghìver, un po' come credo farebbe mia nonna.
E i jeans li chiamano vaqueros (che poi sono anche i cowboys...).
Ieri cercavo su eBay un libro: "Fight Club" di Chuck Palanhiuk. Strano, c'era in tutte le lingue ma in spagnolo no... ci ho messo mezz'ora a capire che sono stati gli unici in tutto il mondo a tradurre il titolo! "Club de lucha". Club di lotta.
Per gli sport è la stessa cosa: futbol per football, voleibol per volleyball... Lo so che da dire è quasi uguale, ma 'sta mania di dire le cose a modo loro mi strania un po'.
La carta è una lettera (di quelle che si scrivono agli amici, non di quelle che formano le parole).
Negro non è un'offesa, ma semplicemente un colore, il nero.
La schiena è espalda, la spalla è hombro, e l'ombra è sombra. Ah, a proposito, l'hombre è l'uomo. E la mujer non è la moglie, ma la donna!
A questo punto vi svelo anche che una chica mona è una ragazza carina, e non una troia del veneto.
Il pelo sono in realtà i capelli, per dire peli si dice vello.
Largo vuol dire lungo. Ancho vuol dire largo.
Il verano è l'estate (non l'inverno, o uno strano animale, come verrebbe da pensare).
Coño, che si scrive cono ma si legge cogno, non è un cono ma è la figa.
La felpa è in realtà la ciniglia. Ed è la sudadera ad essere la felpa.
Il cuarto è la camera e la cama è il letto.
Mentre piso si usa sia per dire appartamento che per dire piano (di un condominio).
Potrei andare avanti per ore.
Ma chi l'ha detto che lo spagnolo e l'italiano sono uguali???
Spero che ora abbiate chiaro anche voi quanto sia complicato spiccicare una frase qualunque senza dire una gigantesca cazzata...
E anche che "¡Hasta pronto!" non significa "è pronto", bensì "a presto"...
Ecco alcune delle motivazioni per le quali, secondo me, non è facile parlare lo spagnolo di tutti i giorni.
Come diceva la Monda prima della mia partenza, lo spagnolo è una lingua piena di "falsos amigos" (o almeno, così li abbiamo chiamati noi...).
L'olio qui si chiama aceite.
E l'aceto si chiama vinaigre.
L'uscita è la salida.
E la salita è la subida.
Quindi: salir vuol dire uscire, e per dire salire si dice subir. Così alla fine subire diventa sufrir, che però vuol dire anche soffrire (per fortuna ad un certo punto la catena si spezza, o si andrebbe avanti all'infinito).
Arriba vuol dire sopra (che voleva dire il maledetto Speedy Gonzales quando gridava "Sopra! Sopra! Sopra!" ??).
Ah, arrivare si dice llegar, e legare è atar.
Presto si dice pronto.
E pronto si dice listo.
E al telefono, ovviamente, non si dice nè pronto nè listo, è chiaro?
Ah, claro vuol dire certo.
Un adios è semplicemente un arrivederci.
E si dice mañana sia per dire domani che per dire mattina. Così, mañana por la mañana diventa domani mattina.
Quizà (che si pronuncia quasi come chissà) vuol dire forse...
E tampoco significa nemmeno. Se sentite "Yo tampoco" non traducetevelo con "Io un poco"!
Qui si spagnolizza tutto, e gli spagnoli si rifiutano di imparare l'inglese.
L'ordenador è il computer.
La macchina (automobile) è coche. Una macchina industriale, quella sì che è una maquina! E cuidar significa curare. Quindi, se dite ad uno spagnolo "Guido la macchina", quello crede che state a fare la balia ad un impianto industriale, o chissà che.
MacGyver lo pronunciano Magghìver, un po' come credo farebbe mia nonna.
E i jeans li chiamano vaqueros (che poi sono anche i cowboys...).
Ieri cercavo su eBay un libro: "Fight Club" di Chuck Palanhiuk. Strano, c'era in tutte le lingue ma in spagnolo no... ci ho messo mezz'ora a capire che sono stati gli unici in tutto il mondo a tradurre il titolo! "Club de lucha". Club di lotta.
Per gli sport è la stessa cosa: futbol per football, voleibol per volleyball... Lo so che da dire è quasi uguale, ma 'sta mania di dire le cose a modo loro mi strania un po'.
La carta è una lettera (di quelle che si scrivono agli amici, non di quelle che formano le parole).
Negro non è un'offesa, ma semplicemente un colore, il nero.
La schiena è espalda, la spalla è hombro, e l'ombra è sombra. Ah, a proposito, l'hombre è l'uomo. E la mujer non è la moglie, ma la donna!
A questo punto vi svelo anche che una chica mona è una ragazza carina, e non una troia del veneto.
Il pelo sono in realtà i capelli, per dire peli si dice vello.
Largo vuol dire lungo. Ancho vuol dire largo.
Il verano è l'estate (non l'inverno, o uno strano animale, come verrebbe da pensare).
Coño, che si scrive cono ma si legge cogno, non è un cono ma è la figa.
La felpa è in realtà la ciniglia. Ed è la sudadera ad essere la felpa.
Il cuarto è la camera e la cama è il letto.
Mentre piso si usa sia per dire appartamento che per dire piano (di un condominio).
Potrei andare avanti per ore.
Ma chi l'ha detto che lo spagnolo e l'italiano sono uguali???
Spero che ora abbiate chiaro anche voi quanto sia complicato spiccicare una frase qualunque senza dire una gigantesca cazzata...
E anche che "¡Hasta pronto!" non significa "è pronto", bensì "a presto"...
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viernes, 6 de octubre de 2006
siamo qualcosa che non resta
0.04 06/10/2006
Prima di mettermi a letto pensavo "siamo qualcosa che non resta"... Avevo appena sentito "Incontro" di Guccini.. quella canzone mi tira sempre un po' scema... e mi intristisce tantissimo... quando sento "stoviglie color nostalgia" vorrei tagliarmi le vene!
E poi tutte quelle frasi... siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno... mi lasciano sempre pensierosa...
Insomma, in questo stato mi sedevo sul mio letto, indecisa se scrivere una lettera o leggere "Club de lucha" ("Fight Club" in spagnolo) con dizionario e matita, quando SBAM! mi sono presa l'angolo più appuntito della finestra dietro la testa. Mi usciva un po' di sangue, Federico ha disinfettato la ferita come se stesse annaffiando un cespuglio di rododendri. Ora mi sento come ubriaca. Federico dice "Mejo!". Non so, io stavo meglio prima.
Oggi mi sono macinata milioni di miliardi di chilometri in bicicletta per tutta la città.
Mi sono persa mille volte.
Sono riuscita a tornare a casa solo alle 19,30.
Esausta, perchè per comprare il libro ero rimasta senza dinero, e con l'ultimo euro mi sono presa un maxibon alle macchinette vicino al Gulliver, nel Turia, se no schiattavo.
Maldita ventana! Tengo un mal de cabeza...
Prima di mettermi a letto pensavo "siamo qualcosa che non resta"... Avevo appena sentito "Incontro" di Guccini.. quella canzone mi tira sempre un po' scema... e mi intristisce tantissimo... quando sento "stoviglie color nostalgia" vorrei tagliarmi le vene!
E poi tutte quelle frasi... siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno... mi lasciano sempre pensierosa...
Insomma, in questo stato mi sedevo sul mio letto, indecisa se scrivere una lettera o leggere "Club de lucha" ("Fight Club" in spagnolo) con dizionario e matita, quando SBAM! mi sono presa l'angolo più appuntito della finestra dietro la testa. Mi usciva un po' di sangue, Federico ha disinfettato la ferita come se stesse annaffiando un cespuglio di rododendri. Ora mi sento come ubriaca. Federico dice "Mejo!". Non so, io stavo meglio prima.
Oggi mi sono macinata milioni di miliardi di chilometri in bicicletta per tutta la città.
Mi sono persa mille volte.
Sono riuscita a tornare a casa solo alle 19,30.
Esausta, perchè per comprare il libro ero rimasta senza dinero, e con l'ultimo euro mi sono presa un maxibon alle macchinette vicino al Gulliver, nel Turia, se no schiattavo.
Maldita ventana! Tengo un mal de cabeza...
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